Screening di massa, in campo i volontari

25 Gennaio 2021

La città si prepara ai tamponi a tappeto: le associazioni di protezione civile schierano 50 persone per i ruoli amministrativi

CHIETI. Al lavoro da quasi un anno per far fronte all’emergenza sanitaria, anche questa volta non faranno mancare il proprio apporto. Le associazioni di protezione civile sono le prime ad aver risposto all’appello del sindaco Diego Ferrara per l’organizzazione dello screening di massa con i tamponi rapidi che a Chieti dovrebbe partire sabato 30. Il condizionale è d’obbligo perché, nonostante lo sforzo organizzativo da parte del Comune, non si sa se si riuscirà a partire insieme agli altri centri della provincia. È possibile uno slittamento di una settimana, dovuto anche al fatto che non si è riusciti a reperire tutto il personale necessario. Servono medici, infermieri e amministrativi. Tutti volontari, perché non è previsto alcun rimborso per chi deciderà di mettersi a disposizione di chi decide di fare il test. Dal punto di vista del personale, chi si è fatto subito avanti sono stati proprio i volontari di protezione civile, già impegnati a servizio del Coc, il Centro operativo comunale che il sindaco Diego Ferrara ha aperto per far fronte alla pandemia.
Antonio Mancini, responsabile del Nucleo operativo Teate (una delle associazioni che fa parte del Coc), è la persona che si occupa dei volontari all’interno del Coc: «Per il momento abbiamo a disposizione 50 volontari per svolgere i ruoli amministrativi nelle postazioni per lo screening di massa», assicura Mancini che oggi pomeriggio terrà un’ultima riunione per mettere a punto il quadro complessivo dei partecipanti. «Noi, comunque, siamo già pronti», garantisce.
Tra le associazioni che hanno assicurato la propria partecipazione c'è anche Teate Soccorso. «Il nostro direttivo», ha detto il vicepresidente Donato Marcotullio, «dal presidente Francesco Sciarra ad Alessandro Di Caro, Gabriela De Nola e Riccardo Tacconelli, ha già deciso di mettere il nostro personale a disposizione». E se ci dovessero essere comunque problemi, si sono messi a disposizione anche i consiglieri e gli assessori comunali. Sul piano del personale amministrativo, dunque, è tutto a posto. Diverso è il discorso per medici e infermieri, categorie già fortemente sotto pressione proprio per far fronte alla pandemia. La Asl ha emesso un avviso pubblico per reperire personale sanitario: hanno risposto solo in 11 (6 infermieri, 4 medici e 1 biologo), un terzo di quello che servirebbe per avviare lo screening.
In tanti si stanno muovendo per reperire personale sanitario. Tra loro anche i responsabili della Croce rossa locale, presieduta da Angela Paolucci, che nell’ambito del Coc è stata investita della funzione sanitaria. «La Croce rossa sarà a disposizione per ricoprire i ruoli amministrativi», dice Paolucci, «ma stiamo anche cercando medici e infermieri all’interno del nostro personale volontario che fa parte del corpo militare e di quello infermieristico».
Si dice pronto ad avviare l’operazione di massa anche Marco Rosati della Valtrigno, responsabile della funzione relativa a materiali e mezzi all’interno del Coc: «Stiamo risolvendo il problema dei collegamenti internet», dice Rosati, «che devono essere in grado di supportare la piattaforma regionale in cui inserire i dati di chi si sottoporrà ai test. Per martedì, quando faremo un nuovo sopralluogo nelle sedi scelte, credo che il problema sarà risolto». Per quanto riguarda le sedi, si punta sui palazzetti dello sport di Colle dell’Ara, Santa Filomena, Piana Vincolato e Palacus e su alcune palestre scolastiche.