Scuola, boom di iscrizioni ai licei Istituti tecnici, dati in aumento

1 Febbraio 2023

Lunedì scaduti i termini per la presentazione delle domande online, ma c’è tempo fino al 6 febbraio Il Gonzaga passa da 140 a 200 richieste e con due classi in più. Bene anche il Masci con 140 iscritti

CHIETI. Si sono chiuse lunedì le domande online per presentare l’iscrizione nelle scuole dell’infanzia, di primo e secondo grado. È boom di neoiscritti nei licei teatini. Per l’anno scolastico 2023-2024, le medie nazionali pubblicate dal ministero dell’Istruzione e del merito confermano l’andamento degli iscritti negli istituti superiori del capoluogo teatino. Secondo i dati nazionali, infatti, tra le preferenze dei neoiscritti la scelta del liceo si riconferma prima in classifica con il 57 per cento. Dato che si rinnova anche in Abruzzo: più del 60 per cento degli studenti delle terze medie hanno mostrato interesse per i licei. Cresce quest’anno anche la scelta per gli istituti tecnici che registrano un 30,9 per cento di iscritti a fronte del 30,7 percento dello scorso anno scolastico. Niente paura per i genitori che in questi giorni hanno avuto difficoltà a concludere l’iscrizione online e non hanno ultimato la procedura. Fino al 6 febbraio sarà possibile recarsi direttamente negli istituti e compilare la domanda di iscrizione attraverso un modulo cartaceo e successivamente il personale scolastico procederà a ultimare la procedura online.
BOOM PER I LICEI. È stato un vero e proprio assalto ai licei, che si riconfermano essere la preferenza dei neoiscritti. Il liceo “Isabella Gonzaga” diretto dal preside, Camillo D’Intino, chiude le iscrizioni online con «200 iscritti», dice il dirigente, «un numero esponenziale se pensiamo che lo scorso anno ne avevamo circa 140». A settembre prossimo per i tre indirizzi offerti dal Gonzaga (linguistico, scienze umane ed economico sociale) si formeranno «circa 9 classi prime a fronte delle 7 dell’anno scorso», precisa D’Intino che si dice a lavoro per trovare una sistemazione ai neoiscritti perché al momento non c’è spazio per ospitare altre classi. «Chiederemo alla Provincia la ristrutturazione della scuola elementare affianco al nostro liceo», annuncia il dirigente. E la stessa problematica la dovrà affrontare Sara Solipaca, dirigente del liceo scientifico “Filippo Masci”, che spera al più presto di avere gli spazi della ex caserma Berardi per i suoi studenti. E con «150 neoiscritti», dice la dirigente, «registriamo un grande successo perché sappiamo che il nostro liceo offre un curriculum molto pesante». Quanto al liceo classico e artistico «abbiamo mantenuto l’organico», dice la dirigente dei due istituti, Paola Di Renzo. Un dato, quello del liceo classico, che rispecchia il trend nazionale in cui si nota una leggera flessione delle iscrizioni. Ma Di Renzo, dirigente anche del convitto Vico, sottolinea però di aver registrato «un dato storico senza precedenti» per le iscrizioni alla scuola primaria e media. «Ci sono 120 iscritti alle prime classi delle medie e siamo andati oltre le aspettative per la scuola primaria con un esubero rispetto alla capienza».
TECNICI E PROFESSIONALI. Quest’anno i dati nazionali hanno registrato una vera e propria impennata per le iscrizioni degli istituti tecnici. «C’è stata una considerevole inversione di tendenza», commenta Daniela Baldassare, preside dell’istituto tecnico “Galiani- De Sterlich”, «molti hanno scelto il corso di Amministrazione, finanza e marketing». L’istituto chiude le iscrizioni con 100 neoiscritti e «con la soddisfazione», prosegue Baldassare, «di aver fatto un buon lavoro con i miei docenti durante gli open day». Grandi risultati nelle iscrizioni anche al liceo "Luigi di Savoia" e al "Pomilio", guidati dalla dirigente Grazia Angeloni. Ma considerando gli iscritti su scala nazionale, sono in calo gli istituti professionali, passati dal 12,7 per cento di un anno fa al 12,1 per cento di quest'anno. In particolare, enogastronomia e ospitalità alberghiera sono stati tra gli indirizzi più scelti (4%), segue manutenzione e assistenza tecnica e servizi per la sanità e l'assistenza sociale (1,6%) e l'indirizzo servizi commerciali è fermo al 1,3 per cento.