Senz’acqua già dalle 22, Ferrara protesta

4 Agosto 2021

L’Aca chiude le condotte un’ora e mezza prima del previsto, la rabbia del sindaco: «Accordi ignorati, troppi disagi in città»

CHIETI. L’Aca ignora ancora una volta il Comune e non solo aumenta le giornate di chiusura, senza comunicazione preventiva nei confronti dell’ente e senza rispettare le promesse fatte, ma chiude i rubinetti un’ora e mezza prima di quanto pattuito, causando non pochi problemi a chi con l’acqua lavora, ristoranti e pub in particolare. È successo lunedì sera, quando l’acqua sarebbe dovuta andare via alle 23.30, ma già alle 22, senza alcun avviso, già non c’era più.
«L’Aca rispetti gli accordi, comprendiamo che l’emergenza incendi abbia richiesto un utilizzo maggiore di acqua dalle riserve idriche, ma è impensabile togliere l’acqua senza avvisare tempestivamente anche sulla gravità della situazione, o facendolo con ritardo», dicono il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’ambiente Chiara Zappalorto. «Nei giorni scorsi», continuano gli amministratori, «si è andati ben oltre i tre giorni programmati e ben fuori dagli orari previsti durante gli accordi presi nell’ultimo incontro con il Comune che prevedevano due chiusure settimanali dalle 23.30 alle 6 del mattino seguente. Così non è stato, le chiusure previste fino al 9 agosto sono sei, dalle 23.30 e, oltre queste, la città ha avuto problemi di approvvigionamento in più di una zona e anche prima degli orari stabiliti. Non si può lasciare una città senz’acqua d’estate, in pandemia e in emergenza idrica. Siamo consci dell’esigenza di razionare il flusso, ma bisogna anche organizzarsi in maniera che cittadini e attività economiche non restino improvvisamente senza acqua e non si possano organizzare con le scorte necessarie sia alle esigenze alimentari, sia all’igiene personale e alle pulizie».
L’amministrazione Ferrara si dice pronta a chiedere formalmente ad Aca un impegno per rifornire di acqua potabile tutti i cittadini che si trovano in difficoltà, non solo quelli che hanno l’autoclave a casa per cui è stato attivato un servizio di Pronto soccorso idrico. «All’incontro avuto due settimane fa», continuano Ferrara e Zappalorto, «avevamo chiesto all’Aca di creare una sorta coordinamento per le emergenze: bisogna farlo, lo dobbiamo fare insieme, così come insieme ad Aca dobbiamo lavorare in vista del Piano nazionale di ripresa e resilienza, perché ci sono tantissime risorse in arrivo proprio per fare fronte all’emergenza idrica. Si tratta non solo di un pubblico disservizio, ma anche di una situazione frustrante per noi, perché abbiamo le mani legate su questa emergenza di cui ci mancano persino le informazioni di base. E questo non può accadere a una pubblica amministrazione che deve dare risposte e servizi ai cittadini».