Serve un milione alla cestovia delle Grotte

Taranta Peligna, località turistica a rischio stop: il sindaco chiede aiuto al sottosegretario Chiavaroli
TARANTA PELIGNA. Serve un milione di euro per la cestovia delle Grotte del Cavallone, pena il suo stop e il collasso dell’intero complesso. La vita tecnica dell’impianto è di 40 anni, arco di tempo che scade il prossimo novembre, mese dal quale è possibile fare un importante intervento di revisione al fine di garantire l’allungamento della vita tecnica per altri 10 anni. È questa che costa un milione. L’impianto funiviario, che consente di raggiungere i circa 1.500 metri di altitudine della Grotta, è gestito in house dal comune di Taranta. Il sindaco Marcello Di Martino ha organizzato un incontro con il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli affinché «possa farsi autorevole testimone presso le istituzioni sovracomunali (Regione e Stato, ndc) di questa impellente necessità, in modo che si possano inserire i lavori quali opere da finanziare nei programmi di miglioramento delle infrastrutture di servizio. E nel caso specifico, si andrebbe letteralmente a “praticare” quella felice intuizione di coniugare trasporti e turismo in un medesimo contenitore decisionale e gestionale», dice Di Martino. La Grotta del Cavallone, situata tra i comuni di Lama dei Peligni e Taranta, nel Parco Nazionale della Majella, ha rappresentato, quest’anno più del passato (12.500 accessi nel 2017, duemila in più dell’anno scorso), la destinazione turistica più significativa delle aree interne dell’intera provincia di Chieti, in termini di valore economico perseguito. Anche il flusso dei fruitori di questa “gemma" della Majella Orientale sta toccando la cifra più alta degli ultimi 10 anni. Un intervento celere e certo è auspicabile per il futuro del sistema Grotte anche perché, conclude Di Martino, «il piccolo Comune da me guidato non potrebbe assolutamente assicurare, con risorse proprie, la revisione da un milione di euro». (m.d.n.)

