Sevel, mancano i materiali: sospesi 16 turni

Ad Atessa non arrivano i microchip da Taiwan: ferma la produzione di 6mila furgoni. La Uil: siamo allarmati
ATESSA. Sono 16 i turni lavorativi sospesi in Sevel a partire dal 3 luglio fino a sabato 17 luglio, per mancanza di materiale di fornitura, in particolare dei microchip necessari alla costruzione delle centraline elettriche provenienti dall’Asia, da Taiwan. Una circostanza grave ed eccezionale che sta investendo anche altre case automobilistiche e che ha portato il colosso di Stellantis a dover richiedere la cassa integrazione in Sevel. Ieri mattina la direzione aziendale dello stabilimento dei furgoni commerciali leggeri ha convocato il comitato esecutivo delle Rsu ed è stata attivata la procedura di esame congiunto per la richiesta di cassa integrazione guadagni (Cigo) a copertura dei 16 turni di senza lavoro. Come da normativa di legge vigente, in via prioritaria al trattamento di cassa integrazione ordinaria, saranno utilizzati eventuali residui di ferie e par (permessi) residui anni precedenti al 2021.
La situazione attuale di stallo è forse unica nella storia di Sevel. In passato si erano verificati dei periodi di senza lavoro a causa di mancanza della sub fornitura e di problemi tecnici (nel 2019 Sevel fu costretta ad esempio a fermarsi in più occasioni per problemi alla fabbrica dell’indotto Blutec e per il sequestro di un macchinario a seguito di un incidente mortale sul lavoro), ma gli stop non si erano mai protratti per così tanto tempo. E sono circa 6mila finora i furgoni persi e non più recuperabili. Si calcola infatti per ogni turno saltato la mancata costruzione di circa 400 veicoli. Una mannaia per Sevel che è alle prese con una importante crescita produttiva che sembra non aver subito i contraccolpi della pandemia da Covid-19. Le previsioni parlavano, fino a qualche giorno fa, della produzione di 300mila furgoni per la fine di quest’anno e di 330mila entro il 2022. Ma adesso gli obiettivi andranno ricalibrati sull’attuale emergenza. A causa della nuova turnazione a 18 turni infatti sarà difficile recuperare giornate lavorative e inoltre non si conoscono attualmente né i tempi né i modi di risoluzione del problema.
«Esprimiamo forte preoccupazione per quanto si sta verificando in questi giorni», interviene Giancarlo Carlucci, rsu Uilm Sevel, «perché il problema non è risolto ancora e non si sa quando si potrà tornare alla produzione normale».

