Sevel, primo sabato al lavoro di pomeriggio ma è sciopero

16 Febbraio 2019

Atessa. Fiom, Slai Cobas e Usb contro il turno straordinario: stop tutto il giorno  Labbrozzi (Cgil): «L’azienda non può prendere decisioni sempre da sola»

ATESSA . Scatta oggi per la prima volta nella storia di Sevel, il turno straordinario del sabato pomeriggio e i sindacati Fiom, Slai Cobas e Usb insorgono dichiarando sciopero per l’intera giornata di oggi. Nei giorni scorsi a protestare contro la decisione della direzione aziendale erano state anche le rsa della Fim-Cisl e il sindacato Ugl, organizzazioni “vicine” a Fca e firmatarie del contratto collettivo specifico Fiat. Oggetto del contendere sono, come ormai da diversi mesi a questa parte, le condizioni di vita dei dipendenti all'interno dello stabilimento. Alla crescita continua dei volumi e ai numerosi record produttivi dello stabilimento che in primavera dovrà aumentare perfino la turnazione a seguito di aumenti sostanziosi della produzione, fanno da contraltare il ricorso massiccio ai turni di straordinario e le saturazioni dei dipendenti sulle catene di montaggio sempre più prossime allo zero.
A complicare ulteriormente le cose c’è stata, nelle scorse settimane, la vertenza della ex Blutec (Ingegneria Italia), fabbrica dell’indotto Sevel che ha scioperato per diversi giorni a causa di gravi problemi di gestione. La Sevel ha quindi dovuto arrestare per diversi turni la sua corsa. Di qui il recupero straordinario di sabato, reso ancora più “straordinario” dal fatto che coinvolge un’intera giornata. «Non potete spremerci come un limone», recita un volantino della Fiom, «chiedere di fare gli straordinari senza conoscere i reali volumi e il futuro produttivo che aspetta i lavoratori è ingeneroso nei loro confronti e assume il significato di una beffa. Prevedere di camuffare il recupero delle fermate con gli straordinari e poi cambiare gli orari di lavoro attraverso nuove turnazioni non è accettabile, perché i lavoratori pagheranno due volte».
«Non riteniamo giusto che l’azienda si attivi sempre in maniera unilaterale», aggiunge il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Davide Labbrozzi. Il sabato pomeriggio inoltre, dovrebbe essere dedicato alle famiglie». «Nelle officine da mesi aumentano i ritmi e i carichi di lavoro in seguito alla riduzione delle postazioni lavorative con la conseguenza di un notevole aumento della produttività quotidiana per ogni singolo operaio», recita una nota dello Slai Cobas. «Scioperiamo 8 ore perché solo con coerenza e conflittualità sindacale possiamo riacquistare i nostri diritti».
«È tempo di ridiscutere un contratto-capestro», fa eco l’Usb, «e ancor più un modello lavorativo che non ha più futuro per i lavoratori. È tempo di pretendere una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di stipendio».
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