Sfila la “ciammaichella” tra carri e centomila fiori

Bucchianico in festa per la rievocazione della battaglia che beffò i teatini Domani l’apertura della Porta Santa alla chiesa del patrono Sant’Urbano
BUCCHIANICO. La strategia bellica della "ciammaichella", la marcia a zig e zag nella piazza più grande del paese che trae spunto dalla tattica che Sant' Urbano suggerì in sogno al Sergentiere, capitano della milizia, per scongiurare l'imminente attacco della vicina Teate, che voleva espandere i propri confini geografici nel lontano Medioevo, ha vinto ancora e l'esercito nemico, come le migliaia di persone accorse da tutta Italia per assistere alla rievocazione storica folcloristica ultra secolare, è stato incantato dalle movenze, i colori e le grida della truppa bucchianichese.
Circa 100 mila i fiori di carta crespa realizzati uno a uno dalle donne bucchianichesi che hanno ornato i canestri, più di 400, portati in capo dalle "pacchianelle", le donne in abito tradizionale, e i carri allegorici, 10 in tutto, 4 di spettanza del Banderese (pane, letto, vino e legna) e 6 realizzati dalle altrettanto contrade in lizza per il palio. Emozionatissimo il Banderese Luciano Gentile di Contrada Casoni insieme alla moglie Editta e i figli Daniele e Stefano che dopo un anno di preparativi vivono il clou dei festeggiamenti rivolti a Sant’Urbano.
Protagonista il corteo storico e folcloristico composto da circa mille e 300 figuranti fra armigeri, balestrieri, musici e sbandieratori della città di Bucchianico, cavalieri, soldati, la castellana Luisella Mecomonaco e le damigelle Deborah D'Orazio, Miriana Lezzi, Giulia Marino e Anna Chiara Melena e pacchianelle e banderesi, le donne e gli uomini in abito popolare. Seguitissimo il rito del “ramaietto”, il mazzolino di fiori che viene consegnato dal Sergentiere Guglielmo Tatasciore al Banderese Gentile e ai suoi figli e segna l'arruolamento all'imminente battaglia. Suggestiva la ciammaichella che ha riempito piazza San Camillo con l'esplosione dei colori dei fiori di carta di ogni specie: rose, gigli, gerbere, margherite, papaveri, spighe di grano, tulipani, girasoli, campanelle, ortensie, gladioli e tante altre specie ancora.
Il grido degli uomini ha risuonato per le vie del borgo fino a notte tarda: "E e e evviva Sant'Urbano, E e e evviva lu Bannares, E e e evviva lu Sergntir". A conclusione della “ciammaichella” ha seguito lo spettacolo degli armigeri e balestrieri e dei musici e degli sbandieratori. La festa continuerà il 24 con l'apertura della Porta Santa della chiesa di Sant'Urbano e delle entrate con indulgenza plenaria del 1801 rinnovata da papa Benedetto XVI nel 2011 e con il gioco del "tizzo"; il 25 e 26 si chiuderanno i festeggiamenti con tanti altri riti e simboli tanto cari ai bucchianichesi e si rincomincerà tutto da capo domenica 29 maggio con l'estrazione del Banderese dell'edizione 2017.
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