Sfregiata la targa-ricordo della deportazione

Danni al pannello sulla famiglia ebrea Grauer arrestata nel 1943. La condanna di Marongiu e Borrelli
LANCIANO. È stata sfregiata la targa in ricordo della famiglia Grauer, che nel 1943 fu arrestata e deportata ad Auschwitz da Lanciano. Ignoti hanno spaccato la targa in plexiglass collocata in largo San Giovanni, nel quartiere Lancianovecchia, ad illustrare la storia della famiglia ebrea – il padre Samuel, la madre Rosa e i due figli Marco di 4 anni e Tito di 2, quest'ultimo nato all'ospedale civile di Lanciano - e le quattro pietre d'inciampo poste sul selciato in loro ricordo.
L'azione dei vandali ha fatto saltare completamente un angolo, mentre una profonda crepa attraversa la targa fin quasi a metà.
«Un colpo al cuore vedere la targa sfregiata», dice il consigliere comunale Leo Marongiu, che con la precedente amministrazione del sindaco Mario Pupillo installò prima le pietre d'inciampo e poi la stessa targa, «la mettemmo con amore e orgoglio successivamente alla posa delle pietre del gennaio 2019. Poi recuperammo anche la piazzetta, sottraendola all'invasività delle auto e ci mettemmo una luce a illuminare, di notte, le pietre d'inciampo. Faccio appello all'amministrazione comunale a ripristinare in fretta la targa».
Appello condiviso anche dalla sezione Anpi “Trentino La Barba” di Lanciano. «Gravissimo oltraggio alla targa che ricorda la famiglia Grauer in largo San Giovanni», commenta la presidente Maria Saveria Borrelli, «l'Anpi non può tacere e invita l'amministrazione comunale al ripristino». (s.so.)
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