Slot machine accese alle 9,40 Multa di mille euro al bar

Per venti minuti di anticipo la titolare del locale della Pietragrossa è costretta a pagare Lei però spara a zero contro il Comune: «Non ci ha avvisati delle nuove regole»
CHIETI. «Sono entrati di corsa, il tempo di mostrare il distintivo e qualificarsi come della Polizia, e hanno subito imboccato la scala che porta la secondo piano, dove c’è la sala dedicata alle slot machine. Erano le 9.40 e la saletta era aperta. Dopo qualche giorno mi è arrivata la multa di 1.032 euro, da pagare in 30 giorni, anche nel caso io volessi contestarla». Sconcerto è stupore nelle parole della signora Rita Pasqualone,titolare dei due esercizi commerciali, Blu Bar in zona Pietragrossa e Bar Teate in piazza Valignani, che racconta di un’ispezione avvenuta a fine settembre scorso nei locali del Blu Bar, un controllo che mai si sarebbe aspettata. La Questura l’ha multata per aver violato la norma che permette solo dopo le ore 10 l’accensione degli apparecchi elettronici. Norma di cui la signora non sapeva nulla. O meglio: era a conoscenza delle nuove regole ma non sapeva che fossero entrate già in vigore. «A giugno scorso ho visto un avviso su Facebook», dice la commerciante, «in cui si parlava di nuovi obblighi e divieti in relazione ai videopoker. Siccome ne ho sei in una saletta apposita al secondo piano del bar, ho cercato di informarmi autonomamente. Per prima cosa ho chiesto al gestore degli apparecchi, che il nostro bar ospita soltanto, cosa bisognava fare in ordine alle nuove norme e mi è stato risposto che molto probabilmente sarei stata avvista dell’entrata in vigore delle nuove regole». Tanto è vero che la signora si era già preparata all’evenienza, stampando un avviso che diceva che il gioco era permesso a partire dalle ore 10. Era rimasta in attesa di comunicazioni, ma nessuno si era fatto sentire, fino a che a settembre non ha ricevuto la visita degli ispettori di polizia. «Non è questo il modo di aiutare e sostenere il commercio in città: nuove regole, nessun avviso e poi una bella contravvenzione di mille euro, soldi che andranno a finire nelle casse del Comune».
Il pagamento della sanzione amministrativa va fatto mediante un versamento intestato al Comune di Chieti. L’autorità competente è proprio il sindaco Umberto Di Primio, contro il quale ora se la prende la signora. «Prima il Comune ci chiede di fare sforzi per migliorare l’accoglienza in città e poi ci impongono regolamenti assurdi e difficili da rispettare. Noi commercianti vogliamo fare di tutto per andare incontro alle esigenze della città, ma l’Amministrazione comunale non può andare avanti con multe e richieste troppo onerose. E so che sono molti i commercianti teatini che si trovano nella mia stessa situazione. Noi vogliamo stare alle regole, ma almeno ci mettessero in grado di poterlo fare». (a.i.)

