Smaltimento rifiuti tossici «Fateci vedere il progetto»

3 Ottobre 2017

Atessa. L’impianto della Di Nizio, presentato in Regione, è previsto a Saletti Borrelli: siamo contrari, la Val di Sangro non può accogliere strutture inquinanti 

ATESSA. È iniziata a salire l’asticella di “allarme” sul progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento di rifiuti sanitari a rischio infettivo mediante sterilizzazione, con adiacente deposito per rifiuti pericolosi e non pericolosi. A chiedere informazioni alla Regioni è il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli. Il progetto è stato presentato dalla società Di Nizio Eugenio srl di Mafalda (Campobasso), il luogo scelto è in contrada Saletti di Atessa. Si tratta di impianto con produzione di CSS/CDR (potenzialità di trattamento 20.000 ton/anno) al quale sarà associato un deposito di rifiuti, sia non pericolosi sia pericolosi, provenienti da terzi (aziende pubbliche e private, attività ambulatoriali ed ospedaliere, servizi di raccolta differenziata) con raggruppamento e formazione di carichi omogenei da avviare successivamente ad impianti autorizzati per lo smaltimento o il recupero (potenzialità 15.000 ton/anno).
Borrelli si è rivolto al Dipartimento regionale Politiche ambientali - Servizio gestione rifiuti, oltre che al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e al sottosegretario alla presidenza del consiglio regionale, Mario Mazzocca. «Trattandosi di un progetto a forte impatto ambientale, e essendo il Comune di Atessa fermamente contrario a impianti di tale natura», è scritto nella nota, «si chiede l’accesso a tutti gli atti relativi alla procedura avviata per il progetto in argomento».
Il Comune chiede di essere costantemente e preventivamente informato «in merito a ogni iniziativa, ad ogni fase procedimentale e ad ogni discussione relativi al suddetto progetto. Evidentemente, commenta Borrelli, «c’è qualcuno che non ha ancora capito che la Val di Sangro non può essere sottoposta a interventi di forte impatto ambientale. Dopo la riproposizione di un vecchio progetto - che prevede l'estrazione di gas nell’area della diga di Bomba, la costruzione di un gasdotto e una raffineria a Paglieta - ecco spuntare, questa volta, una ditta che vorrebbe smaltire rifiuti tossici in contrada Saletti. Siamo, ieri come oggi, decisamente contrari. La Val di Sangro, la cui aria deve essere costantemente monitorata e controllata per la presenza di importanti emissioni industriali, non può assolutamente ospitare» conclude Borrelli, «impianti e strutture che metterebbero seriamente a rischio l’equilibrio del nostro ambiente».
Nella relazione allegata al progetto si precisa che tra i rifiuti conferibili all’impianto sono previsti quelli: dell’industria dei processi chimici inorganici ed organici, della plastica, della produzione di vernici e inchiostro, dell’industria fotografica e della lavorazione superficiale di metalli e plastica; di costruzione e demolizione; quelli prodotti dal settore sanitario; prodotti da impianti di trattamento dei rifiuti; rifiuti urbani inclusi quelli della differenziata.
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