Smartphone hackerato: spariti i risparmi

26 Ottobre 2026

La vittima è un pensionato: il telefono si spegne e, durante il black out, i suoi buoni postali vengono prima spostati sul conto e poi spesi

CHIETI. Un black out improvviso e inspiegabile del suo smartphone. Poi la truffa online: spariti i buoni postali e i soldi caricati su una Postepay. La vittima è un pensionato del Chietino, che ha denunciato tutto e ora si è rivolto al Codacons Abruzzo per cercare di riavere indietro i suoi risparmi attraverso il ricorso all’Arbitrio bancario. È allerta massima per l’ultima frontiera delle truffe online. «Nessuno è più al sicuro», dice il coordinatore del Codacons Abruzzo, l’avvocato Vittorio Ruggeri. «Quello che è successo a un nostro iscritto è al limite dell'impossibile», riavvolge il nastro Ruggieri, che poi racconta la vicenda per conto del suo assistito: «Il 14 ottobre scorso, a ora di pranzo, allertato dalla figlia, un pensionato dell’hinterland Chietino ha scoperto che, nonostante fosse carico, il proprio telefono si era spento all'improvviso e non voleva saperne di riaccendersi, neppure collegandolo alla ricarica».

Un black out senza apparenti spiegazioni, che però non lasciava certo presagire quello che stava per accadere: «I tentativi sono durati per circa un’ora», riprende Ruggieri, «dopo di che, quando sono riusciti a riaccendere il cellulare, ecco due sms che fanno scattare l’allarme: i messaggi avvisavano il proprietario che i suoi due buoni fruttiferi postali dematerializzati di cui era in possesso, rispettivamente di 8.000 euro e di 5.000 euro, erano stati venduti». Il pensionato si è precipitato nel suo ufficio postale di riferimento per cercare di capire cosa fosse successo ai suoi risparmi. Lì la terribile scoperta: i soldi provenienti dalla vendita dei suoi due buoni erano finiti sul suo conto corrente e sulla Postepay. Ma dalla carta erano già stati prelevati 2.299 euro.

«Alla vittima della truffa non è rimasto altro da fare che andare in caserma dai carabinieri per sporgere denuncia querela e presentare formale reclamo a Poste Italiane. Poste, però, ha fatto subito sapere al pensionato che per i loro sistemi era stato tutto regolare», aggiunge Ruggieri, che conclude mettendo tutti in guardia: «Con le attuali tecnologie nessuno è più al sicuro. Se le Poste, le banche, le compagnie telefoniche e le stesse società che fabbricano i telefoni non prendono contromisure, il rischio davvero che ognuno di noi possa subire truffe online dello stesso tenore è altissimo». Per il pensionato truffato c’è comunque una chance per riavere i risparmi spariti: «Al di là del reclamo e del ricorso all'Arbitro bancario, nel caso di specie, per far riottenere al nostro iscritto la somma che gli è stata sottratta fraudolentamente, è nostra intenzione trasformare la vicenda in un caso paradigmatico da portare all'attenzione di tutti quelli che possono contribuire ad evitare che simili truffe vengano riproposte».

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