Sono senza lavoro i farmacisti vincitori del concorso

7 Agosto 2016

CHIETI. Riparte la protesta dei farmacisti vincitori di concorso che, da oltre un anno e mezzo, accarezzano il sogno di avviare l’attività. Correva il 2012 quando il governo Monti decise di varare...

CHIETI. Riparte la protesta dei farmacisti vincitori di concorso che, da oltre un anno e mezzo, accarezzano il sogno di avviare l’attività. Correva il 2012 quando il governo Monti decise di varare un concorso straordinario per assegnare nuove sedi .

Il percorso è stato lungo e tortuoso, ma alla fine quasi tutte le regioni italiane sono riuscite nelle scopo. Le uniche rimaste ferme sono l’Abruzzo e la Sardegna. Da tempo, i farmacisti fanno appelli al governatore D’Alfonso, ma non è servito a nulla. Ora a farsi sentire sono i farmacisti del Chietino, i quali ricordano che in ballo non c’è soltanto il loro posto di lavoro (da attivare tramite operazioni che non comportano oneri per la pubblica amministrazione), ma anche un servizio per i cittadini, qual è appunto l’apertura di una nuova farmacia soprattutto laddove non ve n’è neppure una. In tutto l’Abruzzo, sono 85 le sedi vacanti, 22 in provincia di Chieti: Bucchianico, Fossacesia, Fraine, Francavilla al Mare, Fresagrandinaria; due a Lanciano, Liscia, Montebello sul Sangro, Montelapiano, Ortona, Palmoli, Pennadomo, Roio del Sangro, due a San Giovanni Teatino, altre due a San Salvo, ben 4 a Vasto.

Perché in Abruzzo non si riesce a concludere un percorso che altre regioni hanno già portato a termine? Spiegazioni non ve ne sono. Così, mentre nelle regioni vicine (vedi Molise e Puglia), le prime farmacie si stanno già aprendo, in Abruzzo, non si riesce ad avere neppure una graduatoria definitiva del concorso (a dicembre, è stata pubblicata solo quella provvisoria), la qual cosa consentirebbe almeno di superare lo stallo. In provincia di Chieti, ci sono farmacie da aprire anche in piccolissimi centri che non hanno a disposizione altre sedi nelle vicinanze. Centri che, a parole, si assicura di voler tutelare dallo spopolamento. (a.i.)

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