«Sono viva grazie ai medici di Senologia»

22 Febbraio 2020

Ortona. Donna malata di tumore esalta il centro del Bernabeo: con i test ho evitato anche la chemio

ORTONA. Ha sofferto prima per la scoperta di un tumore al seno, poi ha vissuto il dolore e il trauma dell’operazione, ma è riuscita ad evitare il calvario della chemioterapia. Ora sorride e vuole ringraziare l’unità senologica dell’ospedale “Bernabeo” di Ortona, centro di riferimento regionale per la patologia mammaria ed eccellenza con ambulatori di medicina integrata (agopuntura, attività sportive, terapie del sonno) affiancate alle tradizionali terapie come chemio, radio e terapia ormonale.
«Sono stata curata nel miglior modo possibile sotto il profilo medico e umano», dice la donna frentana, «sono stata seguita, rassicurata e grazie ad un test che si fa qui ad Ortona ho anche potuto evitare la chemioterapia dopo l’intervento. Questo centro va salvaguardato».
La donna è una delle 24 pazienti con carcinoma mammario che lo scorso anno hanno evitato la chemio grazie al test oncotype Dx, che si effettua ad Ortona gratis per la Asl 2 e che valuta la probabilità di recidiva tumorale dopo l’intervento chirurgico ma soprattutto indica, per alcuni tumori, se le pazienti avranno o meno un reale beneficio dalla chemioterapia. «È un test che eseguiamo dal 2015 dopo un accordo che la Asl Lanciano Vasto Chieti rinnova ogni anno con la ditta Genomic Health negli Usa», spiega il patologo leader del centro senologico Eusoma di Ortona, Domenico Angelucci. «Si applica a pazienti con carcinoma mammario luminal B - ha un rischio di recidiva elevato - ed è in grado di discriminare le pazienti che devono effettivamente subire la chemioterapia avendone un beneficio e quelle che possono evitarla perché invece non ne avrebbero, sopportando però tutti gli effetti collaterali negativi e i costi economici che la chemio comporta sia per la paziente stessa che per la Asl. La donna viene operata qui e dopo l’intervento il caso lo discute il Gruppo interdisciplinare di Cure oncologiche, che decide il percorso terapeutico e se la paziente può essere sottoposta al test. Abbiamo almeno 15 casi a settimana da discutere e circa 600 annui. Se fa il test», continua Angelucci, «inviamo 15 sezioni istologiche del tumore alla sede di Genomic Health in California e dopo un paio di settimane riceviamo la mail con il risultato. Lo scorso anno 36 donne sono state sottoposte al test che ha rilevato che 24 di loro non avevano bisogno della chemioterapia evitando danni fisici per gli effetti collaterali alla paziente, riducendo i costi dei farmaci e degli esami per le pazienti e per la Asl».
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