Sottopasso a rischio crollo ma passano moto e pedoni

27 Settembre 2019

Brecciarola, è chiuso con le transenne da un anno mezzo ma nessuno interviene I residenti tolgono le reti messe dal Comune per bloccare il transito: è un pericolo

CHIETI. È chiuso e pericolante ma ci passano tutti lo stesso. Spostati da un lato divieti e transenne, il sottopasso pedonale di via Vomano a Brecciarola è tornato transitabile in barba alle regole. Viene utilizzato da tutti, ci passano persino i motorini. E il Comune ha pure risistemato la pubblica illuminazione all’interno del sottopasso, per agevolare il passaggio. Lo conferma l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice: «Al buio era pericoloso», dice.
Il sottopasso presenta grosse crepe sulle pareti laterali, sia all’ingresso che all’uscita. Per reggere i muri laterali, che soprattutto dal lato della Tiburtina appaiono quasi del tutto distaccati - come si vede nella fotografia a fianco - nella parte più ammalorata sono state sistemate due travi di metallo. Una soluzione tampone, in attesa che arrivino i fondi per risistemare l’infrastruttura chiusa dall’assessore alla viabilità Mario Colantonio il 15 maggio del 2018. È passato quasi un anno e mezzo, i lavori non sono partiti e i residenti hanno ripreso a utilizzare il sottopasso a loro rischio e pericolo. Con il Comune che ha agevolato il tutto riaccendendo la pubblica illuminazione.
Il sottopasso di Brecciarola era finito nella lista delle infrastrutture a rischio del Comune di Chieti. A settembre del 2018, l’amministrazione comunale aveva redatto un rapporto per Ministero delle infrastrutture. Nella lista c’erano 10 infrastrutture per le quali si chiedevano finanziamenti. Si tratta di 2 viadotti, 5 sottopassi e 3 cavalcavia. I viadotti sono quelli di Madonna delle Piane e di viale Gran Sasso. Quello di Madonna delle Piane presenta, si legge nel documento, «tracce di ossidazione dei tondini e degli elementi in ferro e tracce di ammaloramento del calcestruzzo»: secondo lo studio del Comune, servirebbe oltre 1 milione di euro per i lavori. Il ponte di viale Gran Sasso è tornano d’attualità con lo studio sulle frane che mettono a rischio i palazzi a monte: lo studio geologico include anche la situazione del viadotto, a gennaio si avranno i primi risultati. I 5 sottopassi sono quello di Brecciarola, per cui il rapporto parla di «notevoli criticità strutturali, lesioni e rigonfiamenti nelle spallette»; quello di via Penne, con distacchi di calcestruzzo, armature ossidate e tracce d’infiltrazioni; quello di Colle dell’Ara in «notevole stato di degrado»; quello di via La Valle col cemento danneggiato; e quello in strada San Donato con danni al cemento e «tracce di ossidazione delle armature». Poi ci sono i 3 cavalcavia, tutti sull’asse attrezzato che, si legge nel documento, «da oltre dieci anni non vengono manutenuti dal consorzio industriale». I ponti si trovano in via Papa Leone XIII, via Selvaiezzi e via del Fiume.
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