Spari contro l’auto, telecamere al setaccio

15 Ottobre 2018

Caccia al veicolo dal quale sono stati esplosi i sette colpi. I proprietari dell’Alfa 159: ignoriamo chi e perché ci ha fatto questo

SAN SALVO. Potrebbero essere le telecamere accese davanti alla filiale della Bcc ad aiutare i carabinieri a risalire alla gang che all’alba di sabato ha fatto il tiro a segno contro l’Alfa 159 di una barista di origine straniera, parcheggiata in via Delle Viole. L’auto in realtà, anche se intestata alla donna, è usata normalmente dal figlio 28enne. Il giovane, anche lui gestore di un bar, ha presentato regolare denuncia ai carabinieri. «Quello che è accaduto è sicuramente grave», dice il legale della famiglia, l’avvocato Marisa Berarducci, «i miei assistiti sono vittime di un’azione gravissima. Tuttavia, non immaginano chi possa aver avuto motivi così gravi per sparare contro la loro auto. Ignorano le ragioni del gesto».
La zona in cui era parcheggiata l’Alfa è centrale, a poche centinaia di metri dalla villa comunale. Nelle vicinanze ci sono due istituti di credito e qualche studio legale. Ma anche studi professionali e una redazione giornalistica. «Una zona frequentata e abitata da persone per bene», dice infastidita un’anziana. Via delle Viole rientra anche nel percorso fatto ogni mattina all’alba dal bus di pendolari diretti alla Sevel. Per chi ha sparato però tutto questo non è stato un problema.
Fra i residenti c’è chi parla anche di un inseguimento seguito agli spari. C’è chi assicura di avere sentito il rombo di più motori e le sgommate di almeno due auto. Chi si è affacciato, però, ha visto solo la portiera dell’elegante Alfa 159 nera danneggiata dai colpi. Per questo sarà importante visionare le immagini delle telecamere accese lungo tutto il percorso fatto dall’auto in fuga dopo gli spari. La Procura sta cercando di decifrare il messaggio lanciato con quei colpi di pistola. Al momento non viene esclusa alcuna ipotesi. Il riserbo dei carabinieri, che indagano sulla vicenda, è totale. Gli investigatori non tralasciano nessuna pista, neppure quella rosa. Ma le modalità del gesto raccontano rabbia e determinazione.
È stata una pioggia di proiettili quella esplosa contro l’auto eletta ad obbiettivo. I carabinieri hanno repertato sette proiettili. Pare che i militari abbiano raccolto sull’asfalto anche altro materiale. Adesso cercano il movente. L’unica certezza è che ad agire sia stato qualcuno avvezzo a maneggiare una pistola e con una buona mira. Un’azione dimostrativa già di per sé molto forte. Non certo la prima sparatoria a San Salvo negli ultimi tre anni. La politica questa volta tace, ma sono in molti a ritenere che questo è uno di quei casi in cui il tacere non è meno eloquente del parlare.
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