Spiagge libere senza bagnino Arrivano i cartelli di pericolo

VASTO. Cartelli monitori al posto dei bagnini. Nelle spiagge libere, che rappresentano il 70% dei 16 chilometri di costa a disposizione, dovrà essere apposta adeguata segnaletica, ben visibile agli...
VASTO. Cartelli monitori al posto dei bagnini. Nelle spiagge libere, che rappresentano il 70% dei 16 chilometri di costa a disposizione, dovrà essere apposta adeguata segnaletica, ben visibile agli utenti, eventualmente redatta in più lingue, con la seguente dicitura: “Attenzione, balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvamento”. È quanto prevede un’ordinanza sindacale che regolamenta il servizio di salvataggio nelle spiagge libere.
Il Comune di Vasto ha una estensione di costa pari a 16 chilometri, 12 dei quali fruibili e circa il 70% destinato a spiaggia libera di diversa tipologia (sabbiosa, rocciosa, ciottolosa, aree protette). In questi tratti non risulta possibile garantire il servizio di assistenza e salvamento che in passato è stato assicurato nelle spiagge e nelle calette, tra cui quelle gettonatissime, della riserva naturale di Punta Aderci, in corsa per il secondo anno consecutivo per il riconoscimento di “terza spiaggia più bella d’Italia. Il Comune, pur non avendo a disposizione personale per il salvamento, non può esimersi però dalla necessità di salvaguardare l’incolumità e tutelare la salute dei fruitori delle spiagge libere e, nel rispetto dell’ordinanza sulla sicurezza balneare dell’Ufficio circondariale marittimo, ha dato disposizioni affinchè venga apposta adeguata segnaletica. Oltre a mettere in guardia i bagnanti, i cartelli devono riportare anche i numeri di emergenza (numero blu 1530, emergenza sanitaria 118, polizia di stato 113, carabinieri 112 e vigili del fuoco 115), per consentire, in caso di necessità, di chiedere soccorso con tempestività. L’ordinanza sindacale, emessa nei giorni scorsi, dà mandato agli uffici comunali (urbanistica, servizi e manutenzioni, ambiente ed ecologia), di predisporre i cartelli, mentre spetta alla polizia municipale e alle altre forze dell’ordine (a cui l’ordinanza è stata trasmessa), far rispettare il provvedimento al quale è stata data ampia diffusione. (a.b.)
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