Spopolamento dei paesi, la ricetta di Ascom

Rocca San Giovanni. Il presidente Allegrino agli associati: «Bisogna puntare sulla rigenerazione urbana»
ROCCA SAN GIOVANNI. «Bisogna puntare sulla “rigenerazione urbana” delle nostre città, con la rivitalizzazione dei servizi di prossimità con la valorizzazione del modello italiano di “pluralismo distributivo”, cioè delle piccole attività commerciali ed imprese. È l’unico antidoto alla desertificazione commerciale dei centri storici e delle periferie, così come delle aree interne e montane, che meritano una particolare attenzione». Lo ha detto Angelo Allegrino, presidente regionale Ascom Abruzzo, all’assemblea annuale del sindacato che si è tenuta a Rocca San Giovanni. «Pensare al “piccolo”», ha rimarcato Allegrino, «non significa pensare “in piccolo”, non significa chiedere politiche da “riserva indiana”, ma al contrario significa farsi carico delle città e dei territori come bene comune. Significa pensare alla qualità dei servizi e alla funzione sociale che svolgono tante delle nostre imprese». Erano circa 200 i presenti, tra ospiti e associati, all’incontro del sodalizio che si occupa commercio, servizi, turismo e cultura. In apertura sono stati letti i saluti del premier Giorgia Meloni: «Desidero far pervenire il mio saluto all’Ascom-Abruzzo regionale che oggi celebra l’importante momento della riunione assembleare».
«Ci rivediamo all’assemblea dopo tre anni», ha proseguito Allegrino, «a causa del Covid, ma c’è un tempo per l’emergenza e un tempo per la ripartenza. E per molte imprese, in particolare dei nostri settori, questo tempo è già arrivato, anche se purtroppo, dobbiamo tener presente che la nostra regione, come tutte le regioni, deve sottostare alle incertezze e alle emergenze e sfide a livello europeo- Dobbiamo difendere il nostro “made in Italy”», ha evidenziato, «e non fare gli interessi, delle multinazionali. Dal lato economico, il sistema produttivo abruzzese, con un prodotto interno lordo di oltre 30 miliardi di euro, è settimo in Italia per specializzazione industriale; settimo per incidenza delle esportazioni sul Pil ( 8,7 miliardi di cui 50% legato al settore automotive; sesto per surplus commerciale e secondo per valore di interscambio. Per semplificare ogni 100 euro importati esportiamo 200 euro. Insomma, abbiamo più’ che recuperato i livelli pre-pandemici, facendo meglio delle altre maggiori economie nazionali».

