Spopolamento e abbandono terre Adesso Fallo scommette sui fichi

24 Ottobre 2021

Iniziativa del Comune che punta al recupero del patrimonio pubblico e privato ormai in disuso Il sindaco Salerno: «Vogliamo creare una cooperativa di comunità che rafforzi la partecipazione»

FALLO. Creare economia e salvaguardare il territorio grazie alla coltivazione dei fichi, prodotto tipico della zona: questa la nuova scommessa dell'amministrazione comunale. Tecnicamente si tratta di recuperare il patrimonio pubblico e privato in disuso e abbandonato per contrastare lo spopolamento che ha colpito il territorio comunale e avviare nuove iniziative imprenditoriali, attività collaborative e partecipative per riportare alla valorizzazione l’intero borgo. Il progetto è stato al centro dell’incontro che si è svolto nella sala consiliare (in presenza e in remoto) giovedì scorso.
Il Comune di Fallo, 140 abitanti, 575 metri di altitudine, ha aderito al progetto SIBaTer “Supporto istituzionale alla Banca delle terre” nel dicembre 2020 e ha provveduto a identificare diversi terreni abbandonati di proprietà privata, di modesta superficie, sui quali, nelle intenzioni dell’amministrazione, si intende avviare la piantagione di fichi tipici che hanno caratteristiche peculiari di resistenza ai cambiamenti climatici e di durata dei frutti più lunga della media. È stata attivata a tal fine anche la collaborazione con l’Università di Teramo, facoltà di Bioscienze e tecnologie agroalimentari e ambientali, per lo studio su alcune talee per la loro prima coltivazione.
Il progetto SIBaTer e il Fallo Old School (progetto di rigenerazione urbana finanziato dal Gal Majella Verde) convergono quindi verso il medesimo obiettivo. «Grazie al ruolo dell’amministrazione comunale, Fallo», afferma il sindaco Alfredo Salerno, «sta tornando a un senso di comunità sentito e partecipato. L’intenzione è infatti anche quella di costituire, per iniziativa di un gruppo di cittadini e di alcune associazioni del posto, una cooperativa di comunità».
L'incontro di giovedì è stato proprio incentrato sul valore della cooperativa di comunità come strumento di sviluppo imprenditoriale del territorio. Hanno partecipato all’iniziativa: Legacoop nazionale e Abruzzo, Coopfond (fondo mutualistico della Legacoop) e Confcooperative, tutti partner del progetto SIBaTer; Cia Agia Pescara-Chieti; la associazione Ambiente e/è Vita; l’Ipsarr di Villa Santa Maria; alcuni sindaci del territorio e diversi cittadini. «Il progetto di Fallo», conclude Salerno, «ha dimostrato di essere un’idea integrata di sviluppo territoriale che si colloca in un più ampio sistema di sviluppo territoriale, già delineato dall’amministrazione comunale, legandosi perfettamente al progetto “Fallo Old School”. L'obiettivo è di creare un’economia grazie alla rifunzionalizzazione dei beni in disuso al fine di fermare lo spopolamento del territorio e dare una nuova vita a borgo Valle Vecchia, favorendo iniziative di imprenditorialità diffusa, e all’approvazione da parte della Regione della istituzione di una riserva sul fiume Sangro come ulteriore occasione di crescita integrata territoriale».
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