Sporca di sangue l’amico Bullismo alla scuola media

La denuncia di un papà a polizia e all’associazione Codici anche di altri episodi Alinovi: provvedere subito per evitare che certi comportamenti si ripetano
VASTO. É stato il viso triste del figlio ad insospettire un professionista vastese e a permettere di scoprire l'ennesimo caso di presunto bullismo a scuola. Davanti alla tristezza inconsueta dell'adolescente il padre ha iniziato ad indagare e quello che ha scoperto non gli è piaciuto affatto.
La vicenda che è finita in commissariato è coperta dal massimo riserbo. La prudenza è doverosa dal momento che i protagonisti, sia le vittime che il presunto bullo, hanno meno di 14 anni.
«Mio figlio è stato avvicinato da un coetaneo nel bagno della scuola frequentata da entrambi. Dopo essersi procurato una ferita questo ragazzino ha spalmato il suo sangue su mio figlio», racconta il papa. Un altro adolescente sarebbe stato costretto ad aprirsi i pantaloni e a compiere gesti osceni.
«Mio figlio e il suo compagno potrebbero non essere le uniche vittime», afferma l'uomo che ha avvisato le autorità scolastiche e poi ha denunciato l'accaduto in commissariato e all'associazione per la difesa dei diritti del cittadino "Codici".
Quest'ultima si è subito attivata invitando le autorità preposte a non sottovalutare l'accaduto e ad intervenire immediatamente per scoraggiare episodi analoghi.
«La scuola è l'ambiente dove i nostri figli crescono, imparano, assorbono emozioni e sensazioni. A scuola i ragazzi devono essere sereni. Guai se andare a scuola diviene un incubo», afferma Riccardo Alinovi, referente dell'associazione Codici.
«Il ragazzino macchiato con il sangue è scioccato. I familiari preoccupati. Vanno adottate immediatamente le opportune misure verificando intanto se si tratta di episodi isolati o al contrario ci sono stati altri fatti che possono aver turbato gli studenti. Invito pertanto i responsabili della scuola a porre in essere immediatamente idonee misure affinché le bravate del presunto bullo vengano punite come meritano e si possano evitare eventuali episodi di emulazione», afferma Alinovi. Come detto i familiari delle vittime hanno invocato l'assoluto anonimato. Temono che i loro figli possano essere ulteriormente turbati. A quanto è dato sapere i due ragazzini dopo quanto accaduto appaiono molto provati.
« Punire chi li ha fatti soffrire con azioni scriteriate inspiegabili e assurde è un modo per dimostrare che quando si chiede aiuto agli adulti si viene ascoltati e aiutati», commenta Alinovi. La vicenda avrà sicuramente degli sviluppi.
L'auspicio di tutti è che le giovani vittime ritrovino al più presto la serenità.
Paola Calvano
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