Spunta l’antenna 5G «È sul sito del padre di un assessore»

Il Suap avvia l’iter autorizzativo ma l’Ufficio tecnico lo blocca Marchegiano e Cauti: l’amministrazione dica da che parte sta
ORTONA . Scoppia la polemica sulla nuova antenna 5G da realizzare a Santa Liberata. Ad insorgere sono i consiglieri comunali di minoranza, Giorgio Marchegiano ed Emore Cauti, venuti a conoscenza che lo scorso luglio - su istanza della Vodafone Italia spa - lo Sportello unico delle attività produttive (Suap) ha avviato il procedimento di autorizzazione per la realizzazione in contrada Santa Liberata di una stazione radio base. Il progetto prevede tre antenne 5G poste al culmine di una struttura alta 26 metri.
«Nessuno dell’amministrazione comunale ha pensato di informare i residenti e la cittadinanza», sottolineano Marchegiano e Cauti. «A rendere ancor più inaccettabile questo silenzio è che una volta perimetrata l’area del cantiere ed esposto il cartello con la tipologia di lavori, si è scoperto che l’impianto è stato progettato su un terreno del padre dell’assessore Francesco Falcone», rimarcano i due membri dell’opposizione consiliare. «Premesso che Vodafone Italia verserà ogni anno nelle tasche della fortunata famiglia decine di migliaia di euro per l’affitto del sito e che, al contrario, i terreni e gli edifici circostanti subiranno un crollo del loro valore, la città merita che venga chiarito come sia stato possibile che nessuno abbia sentito il dovere di promuovere un confronto pubblico per valutare la migliore localizzazione del nuovo impianto».
Marchegiano e Cauti spiegano che ai Comuni è riconosciuta la possibilità di approvare dei regolamenti volti ad assicurare il corretto insediamento urbanistico degli impianti e a minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici e che l’Ufficio tecnico ha vietato la prosecuzione dei lavori perché la localizzazione ipotizzata non rispetta il regolamento comunale, il quale prevede una distanza minima di 80 metri dagli edifici residenziali.
Ma la vicenda è tutt’altro che chiusa e tra le volontà di Vodafone Italia e le prescrizioni evidenziate dall’Ufficio tecnico, i due consiglieri comunali invocano una presa di posizione dell’amministrazione: «Dica alla città da che parte vuole stare».
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