Spuntano i cartelli turistici ma la pista ciclabile è chiusa

Vasto. I segnali sul percorso di Vallone Lebba inutilizzato da un anno e mezzo Fratelli d’Italia: «Un paradosso». L’assessore Cianci: «Puntiamo al suo recupero»
VASTO . Spuntano i cartelli turistici lungo la pista ciclabile di Vallone Lebba chiusa a febbraio 2020 per la tutela della pubblica incolumità. A distanza di un anno e mezzo dall’ordinanza che ha sancito lo stato di abbandono e di degrado del percorso, costato 640mila euro, la comparsa della segnaletica con il logo “Rete ciclabile dei Trabocchi”, fa riesplodere la polemica sulla infrastruttura.
«Un nuovo straordinario paradosso avvolge il fenomeno della ciclabilità sostenibile a Vasto», commentano Vincenzo Suriani e Francesco Prospero, consiglieri comunali di Fratelli d’Italia. «Nei pressi della pista ciclabile abbandonata di Vallone Lebba, sommersa da detriti e rifiuti in ogni punto, sono apparsi dei cartelli con le indicazioni per i turisti della bicicletta. Nonostante il tanto decantato Biciplan varato dall’amministrazione comunale, nulla è stato fatto per togliere macerie e immondizia dalla pista della Lebba. Ora, non troppo lontano dal divieto di accesso, compaiono le indicazioni turistiche su come utilizzare la pista chiusa. Quello dell’effettivo recupero della pista ciclabile di Vallone Lebba, per cui molte volte ci siamo spesi, dovrà essere uno dei temi al centro della campagna elettorale», concludono i due esponenti del centrodestra. «Le indicazioni turistiche fanno parte di un progetto della Camera di Commercio che interessa tutti i comuni della Costa dei Trabocchi», spiega l’assessore alla mobilità sostenibile, Paola Cianci, «l’iniziativa ha come finalità la segnalazione di un percorso, che comunque esiste, in attesa del suo ripristino. L’auspicio è che si possano reperire le risorse necessarie per consentire la messa in sicurezza dell’infrastruttura». La pista ciclabile è stata chiusa a febbraio 2020 con una ordinanza firmata dal vice sindaco Giuseppe Forte. Un provvedimento inevitabile, scattato in seguito ad una dettagliata e articolata relazione della polizia municipale, corredata da 18 foto e da un dvd con le riprese aree effettuate con l’utilizzo del drone in dotazione del comando di piazza Rossetti.
In barba all’ordinanza e, in assenza dei controlli, le bici hanno continuato a percorrere il sentiero che, nonostante un imponente intervento di bonifica della Pulchra, continua ad essere disseminato di rifiuti. In pratica è successo quello che i residenti avevano paventato dopo le operazioni di pulizia, nel corso delle quali è stato raccolto tanto di quel materiale da riempire quattro camioncini. Negli anni scorsi alcune associazioni presentarono una proposta al Comune suggerendo di chiudere la pista con una sbarra (garantendo l’accesso solo ai residenti) e di cercare, tramite una procedura ad evidenza pubblica, qualche soggetto disponibile a garantire un minimo di gestione della pista ciclopedonale.
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