Statale 16, bocciato il nuovo tunnel

Vasto, il progetto dell’Anas da 80 milioni non piace all’amministrazione. E i 5 Stelle vogliono un referendum
VASTO. Boccia la proposta dell'Anas di realizzare un viadotto o un tunnel in località Trave (alla Marina) e rispolvera un vecchio progetto della Provincia sulla variante alla statale 16 Adriatica. Dice no ad una soluzione ritenuta troppo "impattante" l'amministrazione comunale del sindaco Francesco Menna che, dopo averne discusso in una riunione di maggioranza, ha deciso di sottoporre ai vertici dell'Azienda nazionale autonoma strade una contro-proposta.
L'idea è quella di sfruttare una vecchia arteria realizzata molti anni fa dal Consorzio di Bonifica nei pressi del Cotir di località Zimarino (a poche decine di metri dal casello autostradale Vasto Nord) e proseguire lungo un tracciato interno che consentirebbe di arrivare fino a San Salvo, prevedendo anche uno svincolo per il nuovo ospedale di località Pozzitello, bypassando completamente la costa.
Una soluzione che potrebbe incontrare anche il favore degli altri sindaci del comprensorio, contrari ad un percorso limitato solo alla fascia litoranea dei territori di Vasto e San Salvo che taglierebbe fuori i comuni dell'entroterra.
Nel frattempo il Movimento 5 stelle chiede che su un argomento così importante si pronuncino i cittadini attraverso lo strumento referendario o altre forme di partecipazione popolare. Un vecchio progetto della Provincia - «Tra i progetti che abbiamo esaminato finora è quello che ci sembra degno di attenzione», spiega il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forte, «non è impattante, al contrario della soluzione proposta dall'Anas che prevede la costruzione di un viadotto in cemento armato o di un tunnel in località Trave, e sfrutta un asse viario già esistente realizzato a suo tempo dal Consorzio di Bonifica. Ne abbiamo parlato in una riunione di maggioranza, ci sembra fattibile e con costi che non dovrebbero discostarsi da quelli preventivati dall'Anas». Bisogna vedere ora se la soluzione progettuale prospettata dal Comune troverà accoglimento.
Il progetto di variante alla SS16 proposto dall'Anas - e che aveva sollevato un vespaio di polemiche - prevede la realizzazione di un viadotto in cemento armato (o in alternativa di un tunnel) da località Trave alla stazione ferroviaria di Vasto-San Salvo, con un elevato impatto ambientale. L'intervento, del costo stimato di circa 80 milioni di euro, interessa un tratto di strada statale della lunghezza di 8 chilometri.
Una soluzione che l'opposizione consiliare non esitò a definire «costosa, pericolosa e impattante».
In ogni caso non risolutiva. In totale disaccordo anche i sindaci dell'entroterra vastese che dal canto loro sono tornati a proporre l'arretramento della Statale 16 Adriatica con un percorso che dovrebbe aggirare Vasto sfruttando tracciati stradali già esistenti come la Fondovalle Sinello, la Fondovalle Cena e la Trignina. E il Movimento 5 stelle propone un referendum.
«Il progetto presentato dalla Regione e dall'Anas per il tratto di statale che interessa i comuni di Vasto e San Salvo, oltre a non aver nulla a che fare con l'esistente documento di programmazione regionale, sembra avere ancora una volta l'aspetto di una soluzione arrangiaticcia», dicono i pentastellati vastesi, «indipendentemente dal fatto che vengano realizzati lunghi viadotti o costose gallerie, il tutto si risolverebbe comunque nel veder semplicemente spostare il traffico qualche centinaio di metri più a monte e il tutto per un tratto decisamente limitato. Una iniziativa così importante merita innanzitutto una più attenta progettazione dell'intervento e, in secondo luogo, il ricorso ad una più stretta partecipazione dei cittadini alle scelte tramite lo strumento referendario o altre forme di consultazione popolare».

