Statua di Achille, Iezzi si appella a Sgarbi

27 Ottobre 2018

Dopo il no della Soprintendenza, il comitato Spezioli chiama il critico d’arte e lancia la raccolta firme

CHIETI. La Soprintendenza boccia la realizzazione della statua di Achille alla villa comunale e i promotori dell’iniziativa chiedono l’aiuto di Vittorio Sgarbi. L’associazione culturale centro studi Domenico Spezioli non si arrende e va avanti nella sua battaglia per collocare (a sue spese) un busto in bronzo dell’eroe dell’Iliade, che la leggenda narra sia il fondatore di Teate, per celebrare i 3200 anni della fondazione di Chieti, ricorrenza che i teatini festeggeranno l’11 maggio del 2019. Dopo il no di Rosaria Mencarelli, direttrice della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, che ha respinto la realizzazione dell’opera perché «impattante e fuorviante dal punto di vista del messaggio veicolato», il comitato Spezioli chiama in causa il noto critico d’arte Sgarbi. Ugo Iezzi, presidente del comitato teatino, l’ha incontrato mercoledì pomeriggio a Pescara in occasione della mostra “L’arte al femminile nel mondo liquido”, dove Sgarbi era ospite. Iezzi ha consegnato tutta la documentazione relativa all’iniziativa al critico d’arte che si è dimostrato sensibile sul tema, impegnandosi di leggere le carte. «Sgarbi è stato molto gentile e ci ha dato una disponibilità di massima per darci una mano e farsi promotore dell’iniziativa», spiega Iezzi. «Leggerà tutte le carte e poi ci farà sapere. Ci ha garantito che tornerà sicuramente a Chieti dove si è sempre trovato bene quando è venuto». Il comitato Spezioli non si rassegna e ieri mattina ha fatto volantinaggio lungo corso Marrucino. Iezzi ha consegnato ai cittadini la lettera “scritta” da Achille in risposta alle osservazioni mosse dalla Soprintendenza. La prossima settimana il comitato lancerà la raccolta firme per avere il sostegno dei teatini sulla realizzazione della statua. L’iniziativa piace a molti cittadini che vorrebbero di nuovo in città un monumento del mitico fondatore di Teate. Chieti, infatti, ha perso entrambe le statue che rappresentavano Achille: una fu trafugata nel 1559 dagli spagnoli e fu posizionata a Siviglia nel cortile del palazzo del viceré del regno, il duca d’Alcalà, e l’altra è stata sottratta il 1 maggio del 2017 durante i lavori di restauro del palazzo municipale. (g.g.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.