Atessa

Stellantis, parte il terzo turno al ritmo di 820 furgoni al giorno

3 Febbraio 2026

Lavori al via da ieri notte per ottocento dipendenti: la produzione andrà avanti fino all’estate. Ma persiste lo stato di crisi del settore con 350 operai ancora sotto regime di ammortizzatori

ATESSA. Sono al lavoro da ieri notte, e ne avranno almeno fino alle ferie estive, circa 800 dipendenti Stellantis del terzo turno. È il primo piccolo segnale di ripresa, al momento ancora troppo poco significativo di fronte ad un mercato che nel 2025 ha segnato un - 13,5% per i veicoli commerciali leggeri, ma che arriva a far tirare un sospiro di sollievo per 800 famiglie. Come annunciato nelle scorse settimane dalla direzione aziendale, da ieri lo stabilimento passerà da 640 furgoni al giorno ad 820. Di qui la ripresa parziale del turno notturno che nella ex Sevel è coperto dai volontari. E a rispondere sono stati tutti i dipendenti necessari alla salita produttiva. Per loro significa poter contare su oltre il 60% di maggiorazione per la notte, che equivale a circa 500 euro in più in busta paga. E per l’azienda significa a sua volta abbassare sensibilmente gli ammortizzatori sociali. Il plant Stellantis di Atessa è attualmente in regime di contratti di solidarietà dal 12 maggio 2025 dopo ben 52 settimane di cassa integrazione. I contratti di solidarietà scadranno il 31 luglio, ma l’azienda ha dato piccoli segnali che i volumi potrebbero crescere ancora. Nel frattempo, in regime di cds non ci possono essere in fabbrica operai somministrati, nè trasfertisti provenienti da altri stabilimenti, come previsto dalla legge. Dalla scorsa settimana intanto ci si è preparati al piccolo balzo produttivo di 200 furgoni in più al giorno. Nei due turni si è passati infatti da 640 a 680 furgoni al giorno. Restano sotto regime di ammortizzatori sociali ancora circa 350 dipendenti, ma l'azienda sarà più precisa oggi nel corso di un incontro con il comitato esecutivo. Le attese e le speranze dei lavoratori sono divise in sentimenti contrastanti. Da un lato le aspettattive su ciò che l’azienda ha ribadito nei giorni scorsi all'incontro al Mimit a Roma, ovvero che quello di Atessa resta per Stellantis lo stabilimento più produttivo in Italia. Dall’altro la consapevolezza che, ormai, i volumi totali delle richieste del mercato dei furgoni commerciali leggeri vengono divisi con lo stabilimento polacco. Non a caso, laddove ad Atessa si sale sulle catene di montaggio, a Gliwice, in questo stesso periodo, si resta con due turni e niente lavoro di sabato. La speranza è riposta, a lungo termine, tutta sulla prospettiva di un nuovo modello la cui uscita tuttavia è stata spostata dal 2027 al 2030. Intanto si spera che nel plant di maggior successo del gruppo si risolvano alcuni problemi strutturali, tra cui il collo di bottiglia che si crea dopo la chiusura della vecchia verniciatura. Quella nuova infatti, se va bene, riesce a gestire al massimo 320 furgoni a turno, un ostacolo per uno stabilimento abituato ai grandi numeri e che è rimasto leader nel settore per alcuni decenni.