Stop alle bollette della Tari il pagamento slitta di due mesi

31 Marzo 2020

Ecco il piano del Comune per le famiglie e le attività chiuse: la scadenza passa al 31 maggio Il sindaco e l’assessore Luise: «Le imprese in crisi potranno saldare da settembre»

CHIETI. Stop al pagamento della Tari a Chieti. È questa la prima misura decisa dal sindaco Umberto Di Primio e dall’assessore alle finanze Valentina Luise per alleggerire il peso della crisi provocata dall’emergenza coronavirus. La prima rata della bolletta dei rifiuti slitta di due mesi. Ma per le attività che hanno chiuso i battenti è prevista un’altra agevolazione: la prima scadenza passa al 30 settembre.
RIFIUTI IN 4 RATE. Di Primio e Luise spiegano il piano per le famiglie, per il commercio e per le imprese: non è un gioco perché la Tari in città incide per oltre 11 milioni e 270mila euro. «Secondo il regolamento della Tari», dicono sindaco e assessore, «avrebbero dovuto esserci 5 rate con scadenza ogni due mesi a partire dal 31 marzo, cioè oggi. Ma abbiamo scelto di non mandare le bollette e aspettare». In base alle indicazioni emerse durante la riunione della giunta di ieri, la prima con gli assessori collegati in videoconferenza, le rate diventeranno 4 con la prima scadenza al 31 maggio e poi 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Quindi, le famiglie avranno due mesi in più per pagare il conto dei rifiuti. «I proprietari di attività penalizzate dalle chiusure forzate, invece, potranno pagare in due rate», dicono Di Primio e Luise, «la prima a settembre e la seconda a novembre. Abbiamo scelto questo percorso ipotizzando una ripresa nei prossimi mesi». Per quelli che pagheranno da settembre non ci sarà bisogno di comunicazioni al Comune: «È tutto automatico e non ci saranno né aggravi di spese né mora».
TRE MILIONI DI ANTICIPO. La Tari è l’appalto più costoso per il Comune: «Per noi», continuano sindaco e assessore, «non è indolore rinunciare alla prima rata: a partire da oggi avremmo dovuto incassare circa tre milioni di euro che, invece, otterremo tra due mesi. Significa che il Comune dovrà anticipare i pagamenti alla Formula Ambiente che, ovviamente, continua a svolgere il servizio in città».
FONDO EXTRA? In Comune si spera che il governo Conte conceda alle amministrazioni locali un contributo extra proprio per sostenere la Tari: «In questo caso», ipotizzano Di Primio e Luise, «saremmo pronti a concedere un aiuto in più ritoccando le tariffe con un’eventuale riduzione per le categorie costrette alla chiusura. Tutto questo, però, dipende dal governo centrale».
CAMBIA LA COSAP. Novità in vista anche per la Cosap, la tassa di occupazione del suolo pubblico che ricade sui commercianti e sui titolare dei locali della movida: «Si tratta di una tassa annuale», spiegano sindaco e assessore, «ma per andare incontro a queste categorie non chiederemo il pagamento dell’intero periodo ma soltanto quello riferito all’effettiva occupazione».
RETTE ASILI NIDO. Non si pagheranno le rette legate ai servizi: «Se una famiglia non ha usufruito dei servizi è giusto che non paghi. Così è, a partire dal primo marzo scorso, per gli asili nido».