Strada vergognosa Ecco come Ortona si presenta ai turisti

Il nostro viaggio dalla stazione di Tollo fino ai lidi tra erbacce che coprono i cartelli e buche molto pericolose
ORTONA. In alto mare. Così ieri mattina si presentava ai nostri occhi la gestione di alcune delle direttrici stradali che conducono ai lidi di Ortona. Erba alta che cresce rigogliosa ai margini della carreggiata fino ad invaderla in più tratti, cartelli che scompaiono nel verde della natura incontrollata, asfalto che è un colabrodo.
Se è giusto il detto che l'abito non fa il monaco, è anche vero che l'occhio vuole la sua parte, e l'aspetto alle porte dell'Ortona città di mare purtroppo non ci è apparso dei più convincenti. Abbiamo attraversato alcune delle principali strade che conducono alle spiagge, per immortalare quanto ci si presentava davanti in un giorno di ormai piena estate. Dalla Stazione di Tollo passando per la Statale 16 Adriatica, costeggiando il Lido Riccio fino a trascorrere sulle arterie da cui si svolta per dirigersi in località paradisiache come Punta Ferruccio e Ripari di Giobbe: è stato questo il percorso compiuto. Pochi chilometri, ma sufficienti per renderci conto di una situazione di abbandono di queste aree. D'altronde nei giorni scorsi, proprio sulle colonne del Centro, anche alcuni operatori turistici del Lido Riccio avevano lamentato l'incuria che circonda i propri stabilimenti balneari e hotel. «L'amministrazione comunale sa cosa significa turismo?» si erano chiesti gli imprenditori del settore. Tuttavia non è solo il Comune ad essere colpevolmente in ritardo con l'ordinaria manutenzione, visto che anche sui tratti provinciali e persino statali lo scenario non cambia di molto.
Nella località ortonese Stazione di Tollo, negli ultimi metri di strada prima di immettersi sulla Statale 16, le erbacce invadono la corsia di marcia. La segnaletica stradale si mimetizza, avvolta dalle sterpaglie. Persino il semaforo presente all'incrocio con l'Adriatica rischia di essere ricoperto dai ciuffi d'erba. Sulla Statale emergono altri problemi: al verde che prolifera incontrollato si sostituiscono le buche, sempre più insistenti e sempre più importanti per dimensioni. In zona Lido Riccio se ne contano a dismisura. Inutile rimarcare i rischi che, ad esempio, i numerosi scooter corrono ogni volta che le due ruote finiscono in una di queste voragini. Ma le ripercussioni ci sono anche sul traffico, tra improvvisi rallentamenti e veicoli che zigzagano per tentare di evitare le buche stesse.
Viaggiando verso sud e abbandonando la statale per dirigerci verso Punta Ferruccio e Ripari di Giobbe è ancora l'erba alta ai bordi delle strade a farla da padrone.
Stesso discorso vale per l'arteria che dal Lido Riccio risale in direzione Tollo: le erbacce nel primo tratto sono state rimosse, ma basta spostarsi di alcune centinaia di metri per vederle rispuntare come niente fosse. Adesso la speranza è che gli enti competenti intervengano in breve tempo in tutte queste zone. Anche se è già tardi per una città di mare. Siamo a luglio.

