Strade senza asfalti dopo gli scavi «Ditte inadempienti»

Guardiagrele. Di Prinzio (PpG) contro la giunta comunale «Non controlla e non fa rispettare il regolamento»
GUARDIAGRELE. Strade ripristinate senza il rispetto delle prescrizioni indicate nel regolamento comunale dopo l’esecuzione di lavori per cavidotti elettrici, tubazioni per le fibre ottiche, condotte di metano e altro. Il gruppo consiliare Progetto per Guardiagrele, dopo aver sollecitato nei mesi scorsi l’amministrazione comunale a effettuare maggiori controlli sui lavori eseguiti dalle varie ditte, è tornato sull’argomento per riconoscere che l’amministrazione comunale ha finalmente preso in considerazione le richieste avanzate.
«Infatti», spiega il capogruppo della lista di centrodestra, Donatello Di Prinzio, «con la delibera n. 90 dello scorso 24 giugno , la giunta comunale ha obbligato l’Enel a eseguire i lavori di interramento della linea elettrica nelle località Susciardo e Cinquequattrini, nella frazione di Villa San Vincenzo, provvedendo al conseguente ripristino delle strade tramite interventi che rispettino il regolamento comunale, concordando inoltre il rifacimento del manto stradale in asfalto per l’intera larghezza. Abbiamo però potuto notare», precisa Di Prinzio, «che nella stessa delibera il rifacimento del tappetino, previsto nel regolamento comunale per una larghezza di tre metri, è stato invece prescritto per soli due metri».
Il capogruppo di Progetto per Guardiagrele evidenzia poi che seppur l’amministrazione ha dimostrato una maggior attenzione al ripristino delle strade comunali, nello stesso tempo non si è però impegnata a far rispettare il regolamento, tanto da approvare essa stessa una delibera con una prescrizione sbagliata.
«Al sindaco Simone Dal Pozzo e alla giunta», afferma Di Prinzio, «ricordiamo che i ripristini fatti dalla ditta che ha realizzato gli scavi per la fibra ottica, non sono stati sistemati e che lungo le strade, in alcune parti, l’asfalto si sta sgretolando creando pericoli alla circolazione stradale. In merito», conclude Di Prinzio, «non regge come giustificazione la scusa che le aziende non hanno ancora comunicano la fine dei lavori, perché tutti i tratti sono stati completati ormai da due anni ed è il momento di diffidare la ditta al corretto rispristino degli scavi e al rifacimento del tappetino tre metri».
Giovanni Iannamico
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