Strisce blu e tassa di soggiorno Parte il piano per fare cassa

6 Ottobre 2018

Di Primio accelera sui parcheggi a pagamento al Megalò: il via entro la fine del mese Già ritoccate al rialzo le tariffe dell’imposta sui turisti: da un euro al giorno si passa a 1,50

CHIETI. Subito i parcheggi a pagamento al Megalò per incassare 27mila euro fino alla fine dell’anno e tassa di soggiorno dal primo novembre con la tariffa massima che schizza a 1,50 euro al giorno. Il sindaco Umberto Di Primio ritira le dimissioni all’ultimo minuto, rinuncia a candidarsi alla Regione e va avanti in Comune. Il primo passo è fare cassa. Non è una scelta per l’amministrazione che si ritrova un buco da 10 milioni di euro e un’indagine aperta della Corte dei conti: tentare di risanare i conti disastrati è un obbligo per Di Primio.
ALL’INCASSO. In attesa del rimpasto di giunta annunciato agli assessori dopo la candidatura sfumata – una vendetta del sindaco verso quelli che non l’hanno appoggiato per la sfida regionale –, l’amministrazione passa all’incasso. Entro ottobre potrebbero partire le strisce blu in una parte di proprietà comunale del parcheggio del centro commerciale Megalò: 859 posti auto diventeranno a pagamento tutti i giorni, dalle 8 alle 24, al costo di 80 centesimi per la prima ora e di 50 centesimi per le successive fino a un massimo di 8 ore; resteranno gratuiti gli altri duemila parcheggi di proprietà dei negozi. Nel 2015, l’amministrazione Di Primio aveva tentato di introdurre la sosta a pagamento ma quel tentativo era stato congelato a causa di un ricorso al Tar presentato dalla proprietà, la società Megalò Shopping Centre srl. Nel 2016, quel ricorso è stato bocciato spalancando così la strada al piano del Comune: da oltre un anno, l’amministrazione Di Primio sta cercando di far pagare quei parcheggi.
STRISCE BLU A MEGALÒ. Adesso, con l’ultima determina approvata, la gestione dell’area è stata affidata alla municipalizzata Teateservizi: la previsione di entrata è di 27.450 euro per i prossimi tre mesi mentre, per tutto il 2019, il Comune conta di incassare 109.800 euro. Secondo il documento, il parcheggio resterà a pagamento almeno fino al 2023, poi, si vedrà. L’obiettivo del Comune e della Teateservizi è partire il prima possibile: a breve dovrebbero partire i lavori di pulizia dell’area dal fango portato dagli allagamenti e, poi, di tinteggiatura delle strisce.
TASSA SUGLI HOTEL. L’altra manovra per trovare soldi freschi, portata avanti da quasi due anni ma già naufragata in consiglio comunale tra le polemiche dell’opposizione e soprattutto della maggioranza, riguarda la tassa di soggiorno che, ormai, dovrebbe entrare in vigore fra tre settimane: rispetto alle tariffe già stabilite in precedenza e votate in consiglio, sindaco e assessori hanno deciso di ritoccare gli importi al rialzo. Se l’aria delle elezioni regionali ha portato divisioni in giunta, sull’aumento delle tariffe c’è stato accordo unanime. Prima era stato deciso che, per gli hotel 4 stelle, i turisti avrebbero pagato un euro al giorno per i primi 5 giorni e poi gratis (70 centesimi per le altre strutture, compresi i bed & breakfast).
TARIFFE AL RIALZO. Adesso, invece, è arrivato il ritocco che sa di mini-stangata: 1,50 euro per 4 e 5 stelle, 1,20 per i tre stelle, un euro per i due stelle, bed & breakfast e agriturismi e 0,80 per gli alberghi a una stella. Secondo la delibera, «il gettito del tributo è destinato esclusivamente per il finanziamento, totale o parziale, degli interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché degli interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali». Il regolamento prevede anche esenzioni: non pagano i bambini sotto i 6 anni; coloro che praticano terapie riabilitative in strutture sanitarie teatine e coloro che li assistono; i disabili con invalidità al 100% e i loro accompagnatori; i giovani fino a 30 anni che pernottano negli ostelli; gli studenti universitari di età non superiore a 26 anni che alloggiano in strutture, pensionati e residenze universitarie; le persone ospitate nelle strutture ricettive su disposizione dell’autorità pubblica a causa di particolari situazioni di emergenza; i volontari che offrono il proprio servizio in città in occasione di emergenze ambientali. Pagano, invece, le strutture che offrono accoglienza ai migranti, purché non siano organizzazioni senza scopo di lucro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA