Studenti a lezione con Wwf e carabinieri sul fiume Pescara

CHIETI. Una discarica abusiva nei pressi di una ex cava, a Chieti, da tempo scoperta e segnalata dai carabinieri forestali è stata la prima tappa degli studenti del corso di Scienze delle attività...
CHIETI. Una discarica abusiva nei pressi di una ex cava, a Chieti, da tempo scoperta e segnalata dai carabinieri forestali è stata la prima tappa degli studenti del corso di Scienze delle attività motorie sportive della d’Annunzio. Un’iniziativa messa in campo nell’ambito dell’attività di tirocinio su “Green fitness-Tutela ambientale, attività fisica e salute” con il professore Pascal Izzicupo, e portata avanti dallo scorso anno con il Wwf Chieti-Pescara. Gli studenti del tirocinio, accompagnati da una pattuglia del nucleo di Chieti dei carabinieri forestali, con la collaborazione del tenente colonnello Tiziana Altea, hanno costeggiato il fiume Pescara: calcinacci e vecchi frigoriferi erano solo alcuni dei rifiuti abbandonati nell’area a possibile esondazione del fiume.
Il volontario Wwf ed ex sottufficiale dei carabinieri forestali Luciano Schiazza ha spiegato agli universitari come quel deposito rappresenti una «manifestazione di inciviltà che nasconde spesso lavori eseguiti in nero, senza rilascio di fatture e anche con possibile sfruttamento della manodopera». L’abbandono dei rifiuti, oltre a essere un reato e un comportamento incivile in sé, nasconde spesso altre irregolarità a danno di tutti, senza dimenticare che le spese per lo smaltimento del materiale abbandonato sono a carico del Comune e quindi dei cittadini. Continuando a percorrere il lungofiume, Schiazza ha spiegato che tutto il tratto che va dall’inizio del Parco fluviale fino al IV salto dell’Enel, sponde e aree più interne, risultano contaminate, sia da rifiuti interrati sia da fuoriuscite di inquinanti da una ex conceria dismessa da anni. «Una vita attiva è importante per mantenersi in salute ma occorre che l’ambiente sia sano», ha spiegato il professor Izzicupo, «poter svolgere attività fisica in un parco che costeggia il fiume, come spesso vediamo in altri luoghi, è la migliore ricetta possibile».
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