Studio dell’Arta sull’ambiente: «Fiumi fortemente inquinati»

14 Settembre 2021

Spunta la relazione dell’agenzia regionale sulla salute delle acque lungo il tratto di costa locale L’allarme nel dossier: «Più controlli ai depuratori e verifiche sulla presenza di scarichi abusivi» 

ORTONA . «I controlli effettuati confermano che i fiumi che sfociano nel tratto di costa interessato risultano fortemente inquinati da scarichi di tipo organico». È la frase chiave dello studio analitico effettuato dall’Arta sulle cause dell’inquinamento delle acque di balneazione della costa ortonese, nella zona compresa tra le foci dei fiumi Foro e Riccio. Esami effettuati in seguito ad alcuni nostri articoli pubblicati nei mesi scorsi che evidenziavano criticità nei tratti costieri non lontano dalla foce dei corsi d’acqua. «Il presente studio è stato condotto a seguito della pubblicazione di alcuni articoli sui quotidiani regionali concernenti gli alti livelli di inquinamento microbiologico nelle acque marine antistanti la zona che va dal fiume Arielli al fiume Foro nel Comune di Ortona», viene confermato in un documento di 27 pagine che rappresenta la relazione finale prodotta dall’Arta.
I campionamenti sono stati eseguiti nel periodo gennaio - aprile 2021, allo scopo di cercare di individuare le cause dell’inquinamento di tipo organico rilevato nei monitoraggi dei fiumi e delle acque di balneazione e correlarle all’eventuale presenza di impianti di depurazione delle acque reflue urbane malfunzionanti. Sono stati quindi effettuati prelievi sui fiumi e sugli scarichi degli impianti di depurazione in un periodo di tempo ravvicinato, al fine di studiare le possibili cause dell’inquinamento. «Le conclusioni si possono trarre dai dati ottenuti sono per forza di cose limitate al periodo dello studio e pertanto non può escludersi a priori la presenza di ulteriori cause».
Così per quanto riguarda il fiume Foro «l’inquinamento rilevato è dovuto principalmente alle acque estremamente inquinate che provengono dai suoi affluenti Dendalo e Venna». Rispetto all’Arielli «nel periodo in esame l’inquinamento microbiologico rilevato nel tratto finale non può essere addebitato alla presenza degli scarichi dei depuratori delle acque reflue urbane presenti (Tollo-Arielli e Ortona-Arielli, trovati entrambi funzionanti). Pertanto è ipotizzabile la presenza di ulteriori scarichi di tipo organico non autorizzati». Poi ancora il torrente Riccio: «Contrariamente alla sua classificazione nell’anno 2020 come stato ecologico cattivo, il controllo effettuato sul Riccio il 27 gennaio 2021 non ha rilevato presenza di inquinamento organico. Il depuratore delle acque reflue urbane presente (Ortona-Riccio), come nei precedenti controlli, è risultato funzionante. Pertanto, si può concludere che le cause degli inquinamenti rilevati negli anni sono da ricercare in scarichi non autorizzati di tipo organico».
Quindi nello studio si afferma: «Si ritiene necessario che, oltre a monitorare il funzionamento dei depuratori delle acque reflue urbane presenti e controllati nel corso del presente studio, vengano effettuati controlli presso le aste dei fiumi Venna, Dendalo e Riccio, per verificare l’eventuale presenza di scarichi di tipo organico non autorizzati. Corre l’obbligo di segnalare, infine, la presenza di vaste zone limitrofe ai fiumi nei quali sono presenti abbandoni di rifiuti di vario genere», conclude, «che possono rilasciare sostanze inquinanti».
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