Stuppia: adesso sono più colpiti i giovani

Il genetista dell’università d’Annunzio richiama all’attenzione: no al panico, ma il Covid non è scomparso
CHIETI. Per adesso «non è un numero preoccupante» ma il ritorno del coronavirus in città significa che «è stata abbassata la guardia». E adesso? «Dipende tutto dal nostro comportamento». A parlare così è il genetista Liborio Stuppia, a capo del laboratorio di genetica molecolare del Cast (Centro studi e tecnologie avanzate) dell’ateneo d’Annunzio. Anche al Cast si eseguono i tamponi per scoprire le positività al Covid-19.
«Il virus», spiega Stuppia in un’intervista a Rete8, «funziona come un passaparola». E anche nel caso dei nuovi contagi c’è una tracciabilità: il coronavirus stavolta potrebbe essere stato «importato» da una persona che ha partecipato a una festa di laurea in Emilia Romagna. Una propagazione che però si può fermare con l’uso della mascherina, il lavaggio frequente delle mani, mantenendo la distanza di almeno un metro tra le persone ed evitando gli assembramenti. «Ma andando in giro vedo una totale perdita di concentrazione su come comportarsi», questo il richiamo dell’esperto, «il virus c’è ancora e continua a restare in giro. L’età media dei contagiati si abbassa, del resto, i giovani sono quelli che sono tornati prima a radunasi anche in gruppo e senza mascherina. Le fasce più a rischio, ora, sono proprio quelle che frequentano la movida».
I nuovi contagi a Chieti – dalla famiglia di negozianti di via Arniense, fino alla commessa di un negozio del centro commerciale Megalò fino alla comunità di nigeriani – devono essere un campanello d’allarme ma, avverte Stuppia, «senza panico»: «Dobbiamo ricordarci che il virus c’è ancora e bisogna continuare a rispettare i pochi protocolli di sicurezza raccomandati e non dare ascolto alla tendenza di chi nega addirittura l’esistenza del virus: il virus c’è e ha fatto 30mila morti».

