«Su quella petroliera c’è una bomba» Ma è un’esercitazione

Ortona. Simulazione di un’esplosione con incendio a bordo Scatta anche la procedura anti inquinamento nel porto
ORTONA. «C’è una bomba sulla nave cisterna Ardenza». La chiamata anonima arrivata alla sala operativa della Guardia costiera fa scattare l’allarme al porto di Ortona. L’ordigno esplode a bordo di una petroliera, divampa un incendio e c’è uno sversamento di gasolio in mare. Scattano tutte le procedure di sicurezza, si attivano i soccorsi ma per fortuna si tratta solo di una simulazione. È accaduto ieri mattina, quando la Capitaneria di porto di Ortona ha coordinato una complessa esercitazione di security, antinquinamento e antincendio che si è svolta presso la banchina nord nuova del porto, in area prospiciente il locale deposito di carburanti in concessione all’Eni, dove era ormeggiata la nave petroliera Ardenza intenta a espletare operazioni commerciali di scarico di gasolio. Il tutto è iniziato qualche minuto dopo le 11 e ha visto impegnato un importante dispositivo di uomini e mezzi di vari enti ed organizzazioni dello Stato, oltre che di privati a vario titolo interessati dall’ “emergenza”. È stata simulata una chiamata anonima che avvisava la sala operativa della Guardia costiera della presenza di una bomba sull’imbarcazione. Subito sono stati allertati il comando di bordo, gli agenti di sicurezza del porto e tutte le amministrazioni competenti. Nel frattempo in un locale di vita della nave avveniva un’esplosione (simulata) da cui scaturiva un incendio e l’apertura di una falla con spargimento di gasolio nello specchio acqueo portuale circostante l'Ardenza. Una situazione di totale emergenza.
Sono partite le operazioni di spegnimento dell’incendio, di antinquinamento, di ricerca e soccorso dei feriti: immediato è stato l’intervento della Guardia costiera con il personale specializzato in materia di sicurezza della navigazione e del personale appartenente al Nucleo operativo intervento porto, ma anche con le motovedette CP885 e CP576. Sono stati inoltre allertati la prefettura di Chieti, le forze di polizia, i vigili del fuoco, il 118, ed è stato richiesto l’intervento di un elicottero del Nucleo aereo della Guardia costiera AW139, denominato “Nemo”, specializzato ed equipaggiato per le attività di ricerca e soccorso, di vigilanza ambientale e per le esigenze di trasporto sanitario urgente. Tempestivi anche gli interventi del pilota di porto, dei rimorchiatori e degli ormeggiatori. L’attività è servita a testare la preparazione del personale, l’adeguatezza dei mezzi e delle procedure predisposte in caso di eventuali situazioni di allarme di questo genere. E ad operazione completata il giudizio sull’esercitazione è stato positivo, dato che è emersa una buona sinergia tra le forze messe in campo per fronteggiare l’emergenza.
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