Taglieri: ospedale in abbandono Ictus di notte? Si finisce a Chieti

Il consigliere regionale M5S accusa Asl e assessorato regionale alla sanità dopo la visita ispettiva di ieri «Presidio alla deriva, depotenziato anche il reparto di Neurologia con carenza di medici e infermieri»
LANCIANO. Abbandonato. È in condizioni sempre più difficili l’ospedale Renzetti come dimostrano le mattonelle divelte del pavimento ancora in vinil amianto di parte del pronto soccorso con sopra i letti dei pazienti; la stanza della Tac che doveva essere già finita invece è un cantiere; le mammografie sospese dal 1° maggio e soprattutto la carenza di personale, - primari, infermieri e medici - che porta al taglio dei servizi, di attività anche di eccellenze come la Neurologia, che fanno scendere i numeri del presidio. E a segnalare le condizioni drammatiche dell’ospedale è il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) dopo una visita ispettiva fatta ieri mattina nell'ospedale.
«L’assessore Nicoletta Verì (Lega) e il direttore generale Asl Thomas Schael nominato dal presidente della Regione, Marco Marsilio, sono fuori tempo massimo», denuncia Taglieri, «l’ospedale è letteralmente abbandonato a se stesso e le condizioni in cui sono costretti a operare i lavoratori sono inaccettabili. E meno male che Schael e Verì avevano rassicurato tutti sul fatto che il 2021 sarebbe stato l'anno degli investimenti. Temo invece che del Renzetti non rimarrà più nulla nei prossimi anni».
Ultima tegola caduta da un tetto ormai quasi del tutto divelto riguarda la Neurologia. «È senza primario da 8 anni, e il concorso fatto nel 2018 per individuarlo è stato chiuso, ha visto due medici papabili, ma non c’è stata alcuna nomina», spiega Taglieri. «C’è grave carenza di medici tanto che solo in 4 possono svolgere la reperibilità attiva notturna, che li costringe a turni massacranti se uniti al lavoro ordinario. È stato chiesto aiuto alla Asl a marzo: nessuna risposta. A maggio è stato fatto un concorso di cui non si sa nulla. In più mancano due infermieri e 4 di quelli in servizio sono a tempo determinato. Carenze che portano al depotenziamento del reparto già dai prossimi giorni che non accoglierò in silenzio».
In pratica se si dovessero avere problemi neurologici - anche un ictus - di notte, il 118 porterà il paziente a Chieti, non più a Lanciano con tutti i rischi connessi visto che il tempo è prezioso. E sempre perché mancano medici, almeno due, il reparto di Medicina che poteva tornare ad avere 28 posti letto resta invece a 20. L’area grigia del pronto soccorso, poi, ha mattonelle di amianto divelte senza protezione e la Radiologia è sempre più difficoltà. «In Radiologia», evidenzia Taglieri, «era stata promessa anche in campagna elettorale l'installazione della nuova Tac entro ottobre, ma gli spazi in cui deve essere collocata sono un cantiere. L'altra Tac si rompe spesso e non si fanno più mammografie dal 1° maggio scorso perché manca un senologo: il reparto così rischia di perdere la certificazione Eusoma, riconoscimento della qualità e dell'eccellenza dei servizi erogati».
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