Taglio del nastro con promessa: «Completeremo la pista ciclabile»

28 Aprile 2023

Tracciato pronto per il Giro d’Italia. L’impegno di Menna: al lavoro anche per acquisire le ex stazioni L’assessore D’Amario: con 23 milioni del Pnrr la ciclovia adriatica andrà da Martinsicuro a San Salvo

ORTONA. Lo sguardo e il sorriso eternamente giovani di Alessandro Fantini campeggiano nel murale dedicato al campione di ciclismo, scomparso a 29 anni, e tengono a battesimo la Via Verde Costa dei trabocchi. La balconata sull’Adriatico viene consegnata ufficialmente agli abruzzesi che a migliaia in questi anni, in attesa della fine dei lavori, se ne sono impossessati mentre era ancora un cantiere. La bellezza della pista ciclopedonale, 43 chilometri da Ortona a Vasto, è nota ormai, ma qui di fronte al mare è impossibile non stupirsi ancora. Fra 8 giorni lo scopriranno anche milioni di appassionati di ciclismo in tutto il mondo, che seguiranno la partenza del Giro d’Italia con la cronometro Fossacesia-Ortona. Il giorno di festa non fa dimenticare che questa però è un’opera da completare, interrotta in tre tratti e con diverse questioni da affrontare e risolvere.
GESTIONE PUBBLICA
«La Via Verde sarà a gestione pubblica, non vedrà progetti di finanza né tantomeno appetiti di altra natura», dice a chiare lettere il presidente Francesco Menna, che ringrazia i suoi predecessori, da Tommaso Coletti a Mauro Febbo, da Enrico Di Giuseppantonio a Mario Pupillo, «che prima di me hanno avviato e portato avanti con e determinazione questo progetto. Un obiettivo lo abbiamo già raggiunto», aggiunge Menna, «proteggere la Costa dei trabocchi da speculazioni edilizie e colate di cemento. Ma c’è un’ulteriore sfida che lancio e per la quale sono già a lavoro: collegare la Via Verde a San Salvo, con l’entroterra abruzzese e il vicino Molise». Sa bene il presidente della Provincia che, benché i lavori siano ultimati e l’opera collaudata giusto in tempo per la corsa rosa, mancano alcuni tratti: «Quelli di Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto, che ci vedono al lavoro con i sindaci e la Regione». E poi c’è l’altra questione da chiudere, l’acquisizione delle ex stazioni.
MANUTENZIONE
Di pari passo con la gestione, va il discorso della sua manutenzione. «La Via Verde, come tutti i gioielli, è fragile, va manutenuta e attenzionata», interviene l’assessore al turismo Daniele D’Amario, «come Regione abbiamo intercettato un finanziamento Pnrr di 23 milioni per la ciclovia Adriatica. Nel giro di un anno e mezzo riusciremo con la bicicletta, senza lasciare la stessa pista, a partire da San Salvo e arrivare a Martinsicuro». «È la conclusione di un progetto che ho caldeggiato sin dai primi atti amministrativi nel 2009, quando ero assessore provinciale», ricorda il collega Nicola Campitelli, «ho sempre creduto che questa infrastruttura potesse diventare un elemento distintivo e caratterizzante della nostra regione, un volano del turismo e dell’economia».
IL RICORDO DI URSINI
In questa giornata di festa ci sono tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella nascita dell’opera, dall’imprenditore Paolo Primavera in rappresentanza delle ditte, ai sindaci, alle associazioni, ai dipendenti della Provincia. A uno in particolare, l’architetto Valerio Ursini, morto un anno fa, va il pensiero: «Abbiate cura della Via Verde, nel rispetto delle energie intellettuali e dello sforzo che vi è stato profuso», è l’appello della sorella Ornella e della moglie Alessia Di Prospero, che insieme all’ingegnere Giancarlo Moca hanno scoperto una targa in suo ricordo: «Nel momento in cui è diventato Rup della Via Verde ha scoperto la malattia, ma Valerio non ha mai arretrato di un millimetro. È stato per noi un esempio grandissimo». L’Inno di Mameli precede il taglio del nastro, poi in cento partono con le bici per la ciclopedalata “rosa” fino alla Marina di Torino di Sangro, in attesa che la Via Verde arrivi anche lì.
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