Tangenti, De Fanis si scusa in aula e ottiene lo sconto

Ridotta in appello a 4 anni e 3 mesi la pena all’ex assessore regionale alla Cultura denunciato dall’operatore di Orsogna, Mascitti
L’AQUILA. Il colpo di scena arriva nel momento più inaspettato, quando il processo sta concludendo la sua fase di merito - a oltre 9 anni dall’arresto - e i riflettori si sono spenti da tempo. L’ex assessore regionale alla Cultura Luigi De Fanis, accusato di essere coinvolto in un giro di mazzette, ha ammesso le sue responsabilità e ha chiesto scusa. Lo ha fatto in un’aula di giustizia: una mossa decisiva sullo scacchiere processuale, in grado di fargli guadagnare - nel secondo round con la giustizia - un importante sconto di pena dopo la condanna a 6 anni incassata in primo grado, nel 2018, dal tribunale di Pescara.
Ieri mattina, la Corte d'appello all'Aquila ha ridotto la pena a 4 anni, 3 mesi e 10 giorni e anche l'interdizione perpetua dai pubblici uffici è scesa a 5 anni.
Era il 12 novembre 2013, quando De Fanis finì agli arresti domiciliari per quattro mesi nella sua casa di Montazzoli nell’ambito di una inchiesta - ribattezzata Vate - guidata dall’ex pm di Pescara Gennaro Varone, messa in moto dalla denuncia dell’operatore culturale di Orsogna Andrea Mascitti, che alzò il velo denunciando un tentativo di corruzione.
Fu proprio grazie al musicista e imprenditore dello spettacolo - al quale i giudici di Pescara hanno riconosciuto in primo grado il risarcimento del danno - che venne scoperchiato quel giro di tangenti. Mascitti si rivelò prezioso per la sua collaborazione, prestandosi a registrare i colloqui con De Fanis, determinanti per la successiva condanna.
Il caso guadagnò anche la ribalta nazionale per il rapporto tra De Fanis e la sua ex segretaria, uscita di scena dopo aver patteggiato un anno e 11 mesi.
Ieri mattina, l’epilogo, che non esclude comunque code in Cassazione: De Fanis ha chiesto di rilasciare dichiarazioni spontanee ammettendo tutte le sue responsabilità e chiedendo, per questo, scusa a tutte le persone coinvolte. Sorpresa, dunque: pena ridotta e gradimento espresso anche da Mascitti, che si è detto soddisfatto per la conclusione della vicenda.

