Tassi usurari, banca condannata: il tribunale ha dimezzato il debito

SAN VITO CHIETINO. Interessi usurari nel contratto di prestito finanziario, banca condannata dal tribunale di Lanciano. A darne notizia è l'associazione Sos Utenti, che ha assistito un consumatore di...
SAN VITO CHIETINO. Interessi usurari nel contratto di prestito finanziario, banca condannata dal tribunale di Lanciano. A darne notizia è l'associazione Sos Utenti, che ha assistito un consumatore di San Vito Chietino.
«L’utente nel 2012 si era rivolto a un istituto finanziario, appartenente a un’importante banca nazionale, per un prestito di 30mila euro», riferisce l'associazione, «non riuscendo più a pagare le rate, ha subito un decreto ingiuntivo per ben 42.435 euro. La banca avrebbe accettato l’offerta transattiva di 21mila euro senza alcun riconoscimento di colpa ma il consumatore, rivoltosi alla Sos Utenti Aps, ha voluto appurare se la pretesa ed il contratto sottoscritto fossero regolari e legittimi».
L’associazione con la sua equipe giurimetrica, composta da Gennaro Baccile che ha redatto la perizia e dall’avvocato Andrea Florindi che ha curato l’opposizione al decreto ingiuntivo, ha difeso il malcapitato consumatore sollevando, in sede di giudizio instaurato al tribunale di Lanciano, molteplici eccezioni «tra le quali», specifica la Sos Utenti, «anche quella di patto usurario conseguente alle condizioni capestro in caso di risoluzione anticipata del contratto per inadempimento, come concretamente si è verificato». Il giudice Chiara D’Alfonso, che ha nominato anche un consulente tecnico d’ufficio, ha statuito in sentenza la «sussistenza di clausole contrattuali esprimenti promessa usuraria fino al potenziale massimo del 37,21%».
Di conseguenza, la sentenza riduce il debito del consumatore dai 42.435 euro, pretesi dall’istituto di credito, a 23.504 euro. «Finalmente la bilancia della giustizia accoglie le ragioni difensive delle parti deboli nei contratti bancari», commenta l'avvocato Florindi, membro del direttivo nazionale della Sos Utenti Aps, «che si vedono costretti ad accettare qualsiasi condizione, anche le più capestri, che ne determinano l’impossibilità ad adempiere».
«Il giudice», aggiunge Baccile, presidente onorario e fondatore della Sos Utenti, «nel riscontrare la promessa di interessi usurari nel caso di inadempimento del consumatore, ha ritenuto di ridurre considerevolmente gli interessi all’1,41% effettivi senza alcuna capitalizzazione, sicché il debito ne è risultato quasi dimezzato ma con tutte le ragioni riconosciute».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

