Teateservizi, attesa per l’udienza Piano per sventare il fallimento

10 Aprile 2022

Giovedì in tribunale si discute la richiesta presentata dalla procura, la società contesta l’istanza Prima uscita per il commissario Di Iorio: la liquidazione già avviata potrebbe cambiare le carte in tavola

CHIETI. Alla Teateservizi si contano i giorni: ne mancano appena 4 all’udienza in tribunale in cui si discuterà della richiesta di fallimento presentata dalla procura. Secondo il pm Giuseppe Falasca, che indaga sui conti della partecipata che si occupa della riscossione delle tasse e della gestione dei parcheggi a pagamento e del cimitero, non c’è possibilità di uscire dallo stato di crisi: «Dalla disamina della relazione del consulente tecnico Emma Ioppi», scrive il pubblico ministero nell’istanza di fallimento, «è emersa la profonda crisi in cui versa la Teateservizi attestata dal profondo disequilibrio finanziario, patrimoniale ed economico. L’analisi del biennio 2016-2017 ha infatti evidenziato come l’impresa abbia perso del tutto la capacità di perseguire i fini istituzionali conseguendo cospicue perdite patrimoniali e sconfinando anche in un disordine gestionale, tale da non consentirle il deposito dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2019 e 2020».
Ma tra la stesura della richiesta di fallimento e la discussione di giovedì prossimo, il quadro è cambiato: la Teateservizi è finita in liquidazione e al vertice non c’è più l’amministratore unico Massimo Marchetti, nominato nel 2019 dall’ex sindaco Umberto Di Primio, ma il commissario liquidatore Luca Di Iorio, chiamato dal sindaco Diego Ferrara per rimettere in ordine i conti. Le perdite, per il 2019, ammontano a 409mila euro; in Comune non c’è ancora certezza sugli importi del 2020 e 2021. Dello stato di insolvenza della Teateservizi e di come ripianare le perdite si parlerà nell’udienza davanti al presidente del collegio Gianluca Falco (il giudice relatore è Marcello Cozzolino): la Teateservizi ha presentato già una memoria difensiva per fare opposizione alla richiesta di fallimento; anche il Comune, in qualità di socio unico, parteciperà all’udienza e sarà rappresentato dall’avvocatura interna. E ora la domanda è: cosa accadrà giovedì? Il rischio che la Teateservizi finisca in fallimento resta ma è una possibilità che, con l’avvio della fase di liquidazione, diventa sempre meno concreta. Anche perché il fallimento potrebbe mettere a repentaglio il piano di predissesto del Comune. Ci sono altri tre scenari: la procura potrebbe ritirare la richiesta di fallimento; la richiesta potrebbe essere valutata come inammissibile o infondata. E poi c’è una quarta strada: l’udienza potrebbe essere aggiornata per consentire alle parti di esaminare i nuovi documenti confluiti nel fascicolo. E quella del rinvio è un’eventualità che il Comune accoglierebbe con favore.