Teateservizi, contratti prorogati: i lavoratori annullano lo sciopero

La giunta procede con l’affidamento della sola riscossione alla partecipata, invariati i costi del servizio La gestione del cimitero passa al Comune. Rinviato il consiglio per cedere il 49% delle quote ai privati
CHIETI. La sottoscrizione del contratto di servizio «agli stessi patti e condizioni» per l’affidamento della sola riscossione dei tributi municipali a Teateservizi, unita alla proroga dei contratti dei dipendenti in somministrazione che si occupano della gestione del cimitero, servizio che da domani passa in carico al Comune, convince i rappresentanti sindacali della partecipata a revocare lo sciopero dei lavoratori e la manifestazione inizialmente previsti nella giornata di oggi.
L’ADOZIONE IN GIUNTA
L’ufficialità è arrivata nel primo pomeriggio di ieri, subito dopo la riunione di giunta nella quale è stato approvato il documento che consente di dare seguito alle linee guida della tanto contestata delibera 296, approvata il 27 marzo scorso in consiglio comunale ma poi rimasta al palo per mesi. Un atto considerato propedeutico alla tenuta del concordato preventivo per salvare la società dal fallimento e la cui assenza aveva spinto pochi giorni fa il commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi ad asserire in una relazione che «non sussistono le condizioni di ammissibilità del concordato». L’unica differenza tra la delibera approvata ieri in giunta e quella votata dalla maggioranza in consiglio comunale riguarda i costi del servizio, i cosiddetti aggi, che resteranno invariati fino alla fine dell’anno per poi aumentare dal 2% al 3,5% una volta approvato il bilancio di previsione stabilmente riequilibrato. Un compromesso venuto fuori nel corso dell’ultima assemblea dei soci di Teateservizi, che suggella l’accordo tra il sindaco Diego Ferrara e il liquidatore Luca Di Iorio all’indomani della proclamazione del dissesto e che consente ai lavoratori in scadenza di tirare un sospiro di sollievo. La revoca dello sciopero non cancella però la mobilitazione: come confermato dai sindacati, infatti, lo stato di agitazione degli oltre quaranta dipendenti di Teateservizi resta confermato «in attesa di verificare le evoluzioni delle procedure», riservandosi «ogni azione» nel caso in cui i contratti non dovessero andare in porto.
IL CONSIGLIO RINVIATO
Il passaggio in giunta della delibera su Teateservizi ha come ulteriore contraccolpo il rinvio del consiglio comunale previsto ieri alle 18.30, con all’ordine del giorno il voto sulla trasformazione di Teateservizi da società in house a società pubblico-privata, attraverso la cessione del 49 per cento delle quote dal Comune a un’azienda esterna specializzata nella riscossione. Durante la commissione Bilancio, presieduta dal consigliere Edoardo Raimondi, è stato ritenuto opportuno ritirare la delibera per gli opportuni approfondimenti. Il presidente del consiglio comunale, Luigi Febo, sentita la conferenza dei capigruppo, ha quindi provveduto ad annullare l’assemblea «a seguito di fatti nuovi emersi ed anche in considerazione dei rilievi sollevati nel corso delle sedute delle competenti commissioni consiliari».
le reazioni
«Non è una marcia indietro, l’obiettivo che vogliamo perseguire è quello di arrivare a una scelta condivisa e ampiamente collegiale», specifica il sindaco, parlando di «spacchettamento» a proposito del contenuto della delibera su Teateservizi: da una parte la firma del contratto di servizio relativo alla sola riscossione dei tributi, dall’altra la modifica statuaria con la trasformazione della municipalizzata in società a capitale misto. Il Comune da domani si occuperà direttamente della gestione del cimitero, ricorrendo agli stessi lavoratori in somministrazione, i cui contratti saranno prorogati, mentre per la sosta a pagamento resta in piedi l’affidamento a Teateservizi fino al 30 aprile 2024. «Hanno preso atto che la delibera era sbagliata», è l’opinione di Mario Colantonio (Lega), mentre Serena Pompilio (Azione politica) rileva che «la maggioranza va avanti solo per slogan, per far vedere che trova soluzioni ma che poi al dunque non è in grado di sostenere, salvo poi avere l’alibi di aver fatto “il tentativo” gettando la responsabilità sulla passata amministrazione».
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