Teateservizi, lavoratori in protesta

I sindacati scrivono al prefetto Forgione dopo le assunzioni bloccate di 22 precari
CHIETI. I dipendenti della società pubblica Teateservizi proclamano lo stato di agitazione. Dopo essere venuti a conoscenza dello stop che la segretaria generale del Comune Celestina Labbadia ha dato all’accordo sindacale firmato dal sindaco Diego Ferrara per l’assunzione dei precari, le cinque sigle sindacali che hanno firmato l'accordo decidono di aprire lo stato di agitazione e di richiedere un incontro urgente al prefetto Armando Forgione. La richiesta è stata avviata «al fine», scrivono nella lettera indirizzata al prefetto i rappresentanti sindacali della Uil Fpl Marco Angelucci, della Confsal Funzioni locali Smeraldo Ricciuti e della Uiltucs Mario Miccoli, della Cisl Fp Vincenzo Mennucci e della Felsa Cisl Francesca Piscione, «di scongiurare ulteriori azioni che potrebbero arrecare notevoli disagi ai servizi».
La società pubblica si occupa essenzialmente di tre tipi di servizi: la riscossione dei tributi, la gestione dei cimitero e quella dei parcheggi a pagamento. Il sindaco Ferrara, che fin dalla campagna elettorale aveva promesso di voler salvaguardare i posti di lavoro alla Teateservizi, torna oggi nuovamente a rassicurare i dipendenti: «L’accordo in questione era una strada, peraltro consentita dalle leggi vigenti, che ho ritenuto di adottare a tutela di lavoratori e servizi, per altro delicatissimi, da essi svolti e che non mi risulta sia stata bocciata o cassata dalla segreteria generale del Comune. Una via che consente di guardare oltre, perché dobbiamo costruire un futuro nuovo e strategico alla partecipata». La segretaria generale aveva scritto in una lettera inviata allo stesso sindaco che «l’accordo si pone in netto contrasto con le azioni di rivisitazione della società come riportato nel piano pluriennale di riequilibrio e nel piano di revisione delle partecipate; inoltre non trova possibilità alcuna di attuazione tenuto conto dei gravi rilievi fatti dal collegio sindacale della società». Un giudizio abbastanza netto, poi rincarato: «Il problema che ritengo da sottolineare», si legge ancora nella lettera, «è di certo la necessità della selezione pubblica per accedere al posto di lavoro, ma soprattutto come l’assenza di bilanci di gestione e di certezza della continuità aziendale risultano essere elementi fondamentali per procedere a una programmazione di assunzioni».
Sulla selezione pubblica anche Ferrara si dice d’accordo: «Se fino ad oggi la Teateservizi si è mantenuta con personale precario, tale situazione non è più sostenibile, il nostro obiettivo è farne una forza dell’amministrazione, a servizio della cittadinanza. In tale ottica l’amministrazione farà le assunzioni che servono a potenziare la società, le faremo com’è ovvio attraverso una selezione pubblica a cui tutti gli interessati potranno partecipare, ci auguriamo anche questi lavoratori, nel rispetto delle normative vigenti e non appena saranno adottati tutti gli strumenti necessari, fra cui piano industriale e pianta organica». L’accordo di fine anno si componeva di quattro punti: la riassunzione per due mesi dei 22 precari in scadenza di contratto; l’impegno di Teateservizi «a mettere in campo», è scritto nel documento, «le azioni utili all’assunzione alle proprie dipendenze a tempo indeterminato di 22 lavoratori e lavoratrici»; in caso di ulteriori assunzioni interinali, la precedenza ha chi ha maturato i requisiti di anzianità; e l’incontro «per la verifica di tale accordo entro e non oltre la data del 15 febbraio». E proprio in vista dell’incontro del 15 febbraio si è mossa la segretaria generale. (a.i.)

