Teateservizi, salvataggio possibile Ma crescono i debiti del Comune

La valutazione del commissario giudiziale sul piano di concordato è positiva nonostante i rilievi critici Il 12 ottobre ci sarà l’assemblea dei creditori: quasi 2 milioni i rimborsi non pagati dall’ente in dissesto
CHIETI. Il concordato preventivo per salvare Teateservizi dal baratro del default è «più conveniente e preferibile» per i creditori rispetto a un’eventuale fallimento della società pubblica che gestisce la riscossione dei tributi municipali. La valutazione è «sostanzialmente positiva» e il piano proposto dal liquidatore Luca Di Iorio si può ritenere «senz’altro fattibile» nonostante l’ammontare della massa passiva, salita a 1.826.723,79 euro di aggi, servizi e rimborsi spese non corrisposti dal Comune di Chieti. Lo scrive nero su bianco il commissario giudiziale Cristiano Maria Corvi nella relazione di 56 pagine che porta la data di venerdì scorso. Il dossier è stato stilato a seguito dell’integrazione, depositata il 29 agosto, dopo la proclamazione del dissesto economico-finanziario dell’ente.
L’INCOGNITA DEL FALLIMENTO
Le sorti della partecipata, sulla quale pende una richiesta di fallimento avanzata dalla procura della Repubblica, sono appese a un filo. Il 12 ottobre, infatti, è in programma l’assemblea dei creditori di Teateservizi e la relativa votazione sul piano di concordato presentato in tribunale. Se i creditori accetteranno le linee guida tracciate da Di Iorio, in accordo con l’amministrazione guidata dal sindaco Diego Ferrara, Teateservizi continuerà a vivere; in caso contrario, la municipalizzata andrà incontro alla dismissione. In attesa dell’adunanza, che sarà presieduta dal giudice delegato Marcello Cozzolino, la prima valutazione del piano di salvataggio da parte del commissario giudiziale Corvi si conferma essenzialmente positiva. Pur evidenziando i rischi legati alla continuazione dell’attività d’impresa, è specificato che «i creditori soddisfatti al 100% non troverebbero miglior trattamento in nessun’altra alternativa concretamente praticabile», mentre i creditori cosiddetti «chirografari», in un’ipotetica procedura fallimentare, non avrebbero nessuna possibilità di rientrare in possesso delle somme dovute.
I DEBITI DEL COMUNE
I rilievi critici avanzati riguardano i tempi e le modalità di incassare i crediti vantati da Teateservizi nei confronti del Comune. Si tratta di 187.757,44 euro «per aggi, servizi e rimborsi spese documentati dalle fatture emesse e accettate dal Comune», cristallizzati prima del 31 dicembre 2022 e inseriti nel piano di rilevazione della massa debitoria che è ora soggetto alle decisioni dell’Organo straordinario di liquidazione, presieduto da Nello Rapini e composto dagli altri due commissari Guglielmo Lancasteri e Francesco Pisani. A questa somma si aggiungono altri 959.854,39 euro (in base alle condizioni del contratto di servizio dal 2019 al 2023) e 679.111,96 euro (a fronte delle riscossioni volontarie Imu). In totale arriviamo a 1.826.723,79 euro di somme che la società ha chiesto all’Osl di inserire nel piano di rilevazione della massa passiva del dissesto. «Tale circostanza genera indubbiamente incertezza nel quando e probabilmente indeterminabilità ad oggi nel quanto verrà effettivamente incassato», scrive Corvi nella sua relazione.
I RILIEVI CRITICI
L’azzardo maggiore, in ogni caso, è legato all’aumento del costo del servizio di riscossione dei tributi, il cosiddetto aggio, dell’1,4%. Il 2 agosto scorso, al termine di un braccio di ferro andato avanti per mesi tra amministrazione e liquidatore, è stato rinnovato il contratto di servizio alla partecipata per i prossimi cinque anni, prevedendo incrementi solo dal 2024. È stato deciso, infatti, che l’aumento dell’aggio al 3,4% inserito nel piano di concordato sarebbe stato rinviato all’approvazione del bilancio stabilmente riequilibrato, in programma ad anno nuovo, continuando per il momento a lavorare con il vecchio aggio al 2%.
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