Teateservizi, stato d’agitazione «Promesse non mantenute»
CHIETI. I dipendenti della società pubblica Teateservizi tornano in stato di agitazione. Lo avevano ritirato sulla base di precise promesse prese dal sindaco Umberto Di Primio davanti al prefetto...
CHIETI. I dipendenti della società pubblica Teateservizi tornano in stato di agitazione. Lo avevano ritirato sulla base di precise promesse prese dal sindaco Umberto Di Primio davanti al prefetto Giacomo Barbato, ma le promesse sono cadute nel vuoto. Il sindaco aveva assicurato che il nuovo amministratore di Teateservizi sarebbe stato individuato dallo scorso 18 marzo e che il 25 marzo avrebbe avuto pieni poteri e avrebbe pensato, come primo atto, proprio alle stabilizzazioni del personale. Ma il sostituto di Carlo Festa (dimissionario ma ancora in servizio) non è mai arrivato. E pare non sia stato neanche individuato. E così Giuseppe Rucci della Cgil, Vincenzo Traniello della Cisl e Smeraldo Ricciuti della Confsal Fenal sono tornati a indire lo stato di agitazione.
«La motivazione di tale decisione», scrivono Rucci, Traniello e Ricciuti, «è il mancato rispetto dell’impegno assunto dal sindaco di dare corso alle procedure di stabilizzazione del personale vincitore di concorso in servizio presso Teateservizi, come rinvenibile dal verbale prefettizio del 13 marzo scorso». L’accordo per la stabilizzazione era stato sottoscritto il 15 febbraio del 2017. In alcuni casi si tratta di personale che lavora da dieci anni per Teateservizi e ha vinto anche il concorso per essere assunto. Non solo, la stabilizzazione farebbe anche scendere le spese per il personale. (a.i.)

