Teatro Marrucino: stagione da record tra applausi e incassi

17 Dicembre 2023

Chiude stasera l’opera lirica 2023: ai botteghini c’è il pienone Il direttore Di Martino: «Con la cultura si dà tanto lavoro» 

CHIETI. Dal 1818 affascina e stupisce, regala emozioni ogni volta che quel possente sipario di velluto rosso si apre. E così continua a fare a distanza di più di due secoli. Il teatro Marrucino seguita a registrare il pienone di applausi tra la stagione lirica, della prosa e concertistica. Ma, quest’anno si è superato. «È stato un record», taglia corto Cesare Di Martino, direttore amministrativo del teatro, «si può parlare di un bilancio molto positivo perché i numeri delle stagioni artistiche sono di altro profilo». Dati alla mano, «abbiamo superato i 730 abbonati alla prosa», spiega Di Martino, «e vuol dire che per due turni abbiamo il teatro occupato per l’85%. Stiamo, infatti, ragionando per una eventuale terza rappresentazione. Non avremmo mai pensato di dover mettere un limite agli abbonamenti perché di solito c’è una riserva di posti per i biglietti: adesso sono rimasti solo quelli di minore visibilità e non di primo ordine».
BOOM DI INCASSILa stagione da record si traduce in introiti freschi per il teatro. «Sulla lirica ci sono due novità da record», dice il direttore, «per primo gli incassi cresciuti rispetto agli scorsi anni. Abbiamo confermato i prezzi delle precedenti stagioni, il biglietto con migliore visibilità è di 70 euro». Poi gli spettatori. «C’è stato un numero elevatissimo di presenze: lo dimostra il pienone alla Tosca e al Trovatore». Ma la cultura è una molla che innesca emozioni. «Al di là della presenza del pubblico, l’ottimo risultato è all’uscita dal teatro, quando vedi quella emozione che un’opera regala al pubblico», continua Di Martino che ricorda il grande successo registrato alla Tosca di Puccini. «Dopo quest’opera eravamo preoccupati perché non sapevamo cosa presentare per mantenere un livello così alto», racconta Di Martino, «il Trovatore è stata un’opera innovativa per Chieti perché per la prima volta abbiamo usato luci e scenografie mobili».
«CON LA CULTURA SI MANGIA»Il vecchio detto “Con la cultura non si mangia” al Marrucino rimane fuori all’ingresso. «Con la cultura si lavora», chiosa Di Martino, «dietro un’opera lirica ci sono tantissime persone: ben 45 professori d’orchestra, circa 15 tecnici, dalle 6 alle 10 persone nel cast, ci sono i macchinisti, gli addetti alle luci, 20-30 persone nel coro, le maschere, tutti i servizi correlati all’audio, video, comunicazione, pulizie, stampa e pubblicità».
SI CHIUDE LA STAGIONELa stagione lirica 2023 si è aperta con La serva padrona e per l’ultima di oggi, alle 17.30, i biglietti sono ormai quasi finiti. È tutto pronto per Il signor Bruschino, ossia Il figlio per azzardo, di Rossini: la regia è di Riccardo Canessa e l’orchestra sinfonica Rossini è diretta dal maestro Alessandro Mazzocchetti. «È un’opera ambientata in una cucina: ciò ci ha consentito una novità», annuncia Di Martino, «gli spettatori, oltre alla rappresentazione, avranno la possibilità di degustare alcuni piatti di uno chef stellato». Soddisfatto dei risultati anche Giuliano Mazzoccante, direttore artistico del teatro. «Siamo contentissimi di aver avvicinato i giovani al teatro invitandoli alle prove delle opere», dice, «abbiamo ospitato oltre 400 studenti delle scuole in platea».
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