Telecamere contro i reati in città, ma il Comune non può utilizzarle

Riparati e messi in funzione gli impianti, solo le forze dell’ordine possono visionare le immagini Paolucci: «Servono regole sulla privacy, le stiamo preparando. Progetto per 70 nuovi dispositivi»
LANCIANO . Sono state riparate e rimesse in funzione dall’amministrazione comunale nelle scorse settimane a seguito di un’operazione di censimento e ripristino di tutti gli occhi elettronici della città, ma le telecamere di sorveglianza in centro e periferia sono perfettamente inservibili per il Comune per elevare multe o sanzioni. Colpa dell’assenza di un regolamento per la privacy che relega l’ente ad essere mero possessore delle telecamere, senza tuttavia poter né visionare le immagini, né utilizzarle per punire cittadini incivili immortalati in comportamenti illeciti come lasciare rifiuti per strada, sporcare, danneggiare o vandalizzare beni pubblici oppure lasciare le deiezioni del proprio cane in strada o sui marciapiedi.
L’UTILIZZO
«Le telecamere possono essere utilizzate soltanto dalle forze dell’ordine», spiega l’assessore alla sicurezza, Tonia Paolucci, «che di fatto ne fanno molto uso per le varie indagini a seguito di numerosi illeciti registrati in città. Ma il Comune per dieci anni non si è dotato di un regolamento della videosorveglianza e quindi non possiamo fare niente con quelle immagini, vista anche la normativa nazionale molto stringente del garante della privacy, tra l’altro in continua evoluzione. L’ultimo regolamento risale al 2010, proprio sotto la passata amministrazione di Filippo Paolini». Gli uffici di Palazzo di città sono quindi da mesi al lavoro sul regolamento.
LE TELECAMERE
«Il documento andrà a regolamentare anche l’utilizzo delle fototrappole», precisa Paolucci, «ed è stato vagliato dal nostro responsabile comunale per la protezione dei dati: a breve sarà pronto per passare nelle varie commissioni e, quindi, in consiglio comunale per l’approvazione definitiva». Attualmente sono 33 i punti funzionanti dove si raggruppano gli occhi elettronici cittadini. La cabina di regia resta in capo alle forze dell’ordine. Intanto si procederà al ripristino di alcune telecamere in via per Frisa e l’amministrazione sta predisponendo un progetto per dotare la città di altri 70 impianti.
GLI IMPIANTI
«Ci stiamo confrontando con le forze di polizia per l’individuazione dei punti maggiormente a rischio», conclude, «di certo ci saranno delle telecamere nei pressi del teatro Fenaroli, a larghetto Tasso e via salita delle Poste, viali delle Rose e largo Martiri delle Foibe, villa comunale e Parco Villa delle Rose e via Monte Maiella. Sono le zone della nuova movida di giovani e giovanissimi e spesso si registrano schiamazzi e illeciti». I soldi necessari al progetto ci sono. Si tratta dei 200mila euro all’anno, per cinque anni, previsti nel bilancio destinati al capitolo sicurezza. Relativamente alla gestione delle immagini il Comune sta interloquendo con l'Ica, la società che gestisce gli occhi elettronici delle ztl, le zone a traffico limitato.
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