Tentato omicidio, assolto dopo sette anni

16 Novembre 2016

Il 28enne era accusato dell’accoltellamento di due inglesi: il pm aveva chiesto 8 anni ma nessuno lo ha visto colpirli

VASTO. Assolto con formula piena, «per non aver commesso il fatto». Per un 28enne, ieri pomeriggio è finito un incubo durato sette anni. Presente ad una rissa avvenuta alla Marina il 23 maggio 2009, e in cui rimasero gravemente feriti due ragazzi.

Il giovane era accusato di tentato omicidio e lesioni personali con l’aggravante di avere agito per futili motivi e insieme ad altre quattro persone. Gli avvocati Giovanni Cerella e Fiorenzo Cieri hanno convinto il tribunale dell’innocenza dell’imputato. Il pubblico ministero aveva chiesto otto anni di reclusione.

I feriti di quella aggressione erano alcuni ragazzi di origine inglese. Il 28enne era finito nei guai a causa di alcune intercettazioni ambientali. Nessuno, però, vide materialmente il ragazzo colpire i rivali. Quella drammatica notte è ancora viva nella mente dei vastesi. Tutto sarebbe nato da discussioni banali. Una parola dietro l’altra e poi l’aggressione. Secondo l’accusa il 28enne era in compagnia di altre persone al centro di Vasto marina e, senza alcun motivo, il suo gruppo aveva aggredito quello degli stranieri che era seduto ai tavolini di un bar.

L’informazione di garanzia della Procura racconta di pugni, calci, lanci di sedie. Poi all’improvviso era spuntato fuori un oggetto tagliente. Quattro gli stranieri feriti. Uno in particolare era stato colpito alla testa e al torace riportando il collasso di un polmone. Il ragazzo, trasferito d’urgenza in ospedale, venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico e rimase a lungo fra la vita e la morte. L’imputato era accusato di avere provocato, ad un altro ragazzo italiano, la frattura e deformazione del setto nasale e uno sfregio permanente sul viso.

La lunga serie di udienze, perizie e testimonianze non sono riuscite a dimostrare la colpevolezza del giovane vastese. «Di sicuro quella notte ci fu una rissa. A quella rissa parteciparono molte persone. Nel guazzabuglio generale nessuno vide con assoluta certezza la mano che colpì e ferì i giovani anglosassoni. Nessuno vide il 28enne impugnare e colpire i rivali con un oggetto tagliente. La mano che stringeva l’arma era di un altro e non dell’imputato»: è stata sostanzialmente questa la tesi difesiva, ribadita con foga dai legali del giovane durante una lunga e analitica arringa. Nonostante la richiesta di condanna a otto anni da parte della pubblica accusa, le argomentazioni della difesa hanno convinto il collegio. Il 28enne è stato assolto con grande soddisfazione di chi lo ha sempre difeso.

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