Terapie per i malati di tumore Ferrara: i macchinari sono rotti

14 Gennaio 2021

Il sindaco e sette associazioni lanciano l’appello alla Asl: «Tempi certi sull’acceleratore troppo vecchio e sulla Tac-Pet ospitata ancora nel camion, no allo spostamento di Odontoiatria e Dermatologia»

CHIETI. Macchinari per diagnostica e terapie oncologiche da ricomprare e reparti spostati dall’ospedale teatino: su questi temi il sindaco Diego Ferrara raccoglie l’appello di 7 associazioni che si occupano di sociale e sanità e scrive una lettera alla Asl chiedendo «tempi certi e brevi su questioni su cui non si può più tergiversare, perché i malati non possono aspettare». Ferrara in prima persona torna a fare pressing sul direttore generale Asl Thomas Schael, supportato dall’assessore alla sanità Giancarlo Cascini, dal presidente della commissione sanità, Gabriella Ianiro, e dalle associazioni cittadine La gente d’Abruzzo, Gaia, Lory a colori, Isa, Il popolo di Chieti, Azione Parkinson Abruzzo Odv, Amici per la vita, ieri in conferenza stampa rappresentate da Federico Gallucci (La Gente d’Abruzzo) e Patrizia Bonoro (Gaia). Tre le criticità toccate: l’acceleratore lineare e la Tac per il centraggio le cui rotture hanno messo in ginocchio il reparto di Radioterapia; la Pet Tac che da 8 anni si fa su camion in affitto; e lo spostamento di due reparti dall’ospedale di Chieti.
RADIOTERAPIA Nel reparto diretto da Domenico Genovesi si va di emergenza in emergenza: dagli acceleratori lineari per la radioterapia, alla Tac per mettere a punto i trattamenti radioterapici, c’è sempre un problema. «Eppure ci sono fondi ministeriali pronti dal 2017 per comprare un acceleratore lineare, cosa si aspetta a fare il progetto esecutivo per attingere ai fondi? La Tac per il centraggio è vecchia, non conviene ricomprarla anziché spendere soldi ogni volta che si rompe?», chiede Gallucci che con le altre associazioni invoca un incontro con Schael, minacciando il ricorso al prefetto e in Procura.
PET SUI TIR La petizione per far sì che la Pet, esame diagnostico che individua tumori e altre malattie, non venga più effettuata sui camion ma in reparto è ormai arrivata a 5mila firme. Hanno firmato anche 250 medici degli ospedali della provincia. «L’affitto del macchinario e il posizionamento sui Tir doveva essere provvisorio», sottolinea Bonora, «ma sono passati 8 anni. Così si perde di vista il rispetto del paziente, che pare essere diventato in optional». Nell’acquisto c’è anche una convenenza economica: attualmente il macchinario è in funzione solo 2 giorni a settimana, sistemato in reparto potrebbe lavorare 5 giorni su 7 e recuperare la mobilità passiva. L’affitto, dopo 4 proroghe, è in scadenza e la gara d’appalto per rinnovarlo si è arenata. Ora servono decisioni rapide.
REPARTI SPOSTATI Causa Covid la Asl ha deciso la dislocazione di due reparti del Santissima Annunziata, Dermatologia e Odontoiatria, il primo a Ortona e il secondo a Lanciano. La sinergia tra il sindaco Ferrara e il rettore dell’università d’Annunzio Sergio Caputi è riuscita ad evitare lo spostamento da Chieti di Odontoiatria, sistemata temporaneamente all’università, ma per l’altro reparto pare non ci sia nulla da fare. «È possibile che in tutto l’ospedale non ci fosse altra soluzione?», chiedono Ferrara, Cascini e Ianiro, per i quali «trasferire reparti non è indolore, perché il policlinico è un tutto organico. A meno che dietro non ci sia un disegno di impoverimento della sanità teatina. E su questo chiediamo rassicurazioni a Schael».