Terminati i controlli delle schede: ecco i voti dei candidati consiglieri

Centrodestra: i riconteggi non scalfiscono Paolucci. Centrosinistra: a Verna altre 10 preferenze
LANCIANO. Una manciata di voti, 35, sono mancati al centrodestra per portare il candidato sindaco Filippo Paolini ad indossare di nuovo, dopo 10 anni, la fascia tricolore. Un centrodestra compatto, dopo non poche tribolazioni tra i partiti Lega, Fdi, Fi e Udc che sono arrivati poi a stringersi la mano e a prendere per mano anche le liste civiche e ottenere, al primo turno, il 49.77% delle preferenze.
LE PREFERENZEOttimo il risultato delle donne, delle 7 in particolare che entreranno anche nell’ipotetico consiglio comunale del Paolini-ter se questo dovesse vincere il ballottaggio di domenica e lunedì, visto che hanno raccolto oltre 2mila consensi. Ed è sempre di una donna, Tonia Paolucci (Libertà in Azione) il record di preferenze: 801 voti. Ed è di un'altra donna, Graziella Di Campli, 350 voti, il record di longevità essendo da 24 anni protagonista della politica locale. Una macchina da voti il centrodestra, anche dopo la verifica dei verbali dei seggi portati avanti per ben 9 giorni dall’ufficio elettorale centrale presieduto dal giudice Giovanni Nappi nel riconteggio dei voti dei candidati consiglieri. Ci sono state delle modifiche, alcuni candidati hanno guadagnato preferenze, altri le hanno perse anche se i voti complessivi delle liste sono rimasti gli stessi.
I PIU VOTATIE i riconteggi hanno confermato gli 801 voti di Paolucci; dopo di lei, Paolo Bomba (Fdi) che, sceso a 567 voti, perde lo scettro di consigliere più votato. C’è Riccardo Di Nola (Libertà in Azione) con 480 preferenze, poi Graziella Di Campli (Lanciano che verrà) con 350 voti; Danilo Ranieri 330 voti, Lega. In 8 hanno sfondato quota 200 voti: In FI-Udc e e Partite Iva Maria Ida Troilo con 2 voti in più va a 258, Eugenio Caporrella a 223 ed Enzo Di Diego 203. Angelo Palmieri sale da 233 a 241 voti e Fernando De Rentiis da 191 a 206 nella lista Alleanza con Paolini. Chiude la Lega con Cinzia Amoroso 217 voti, Paola Memmo 211 e Dalila Di Loreto 202.
IL CONSIGLIOSe dovesse vincere il centrodestra, sarebbe sindaco Paolini e la maggioranza sarebbe composta da 4 consiglieri della Lega, 1° partito a Lanciano: Ranieri, Amoroso, Memmo e Di Loreto. Tre seggi andrebbero a FdI con Paolo Bomba, Gemma Sciarretta (184) e Gabriele Di Bucchianico (175); 2 ad Alleanza con Paolini, con Palmieri e De Rentiis; 2 a Forza Italia- Udc e partite Iva con Troilo e Caporrella; 2 a Libertà in Azione con Paolucci e Di Nola; 1 a Lanciano che verrà con Graziella Di Campli e uno per Nuova Lanciano con Donato Torosantucci (195). All’opposizione siederebbero due consiglieri Pd, Marusca Miscia (394) e Lorenzo Galati (320), 1 di Lanciano per tutti, Rita Teresa Aruffo (300), 1 per Lanciano in Comune con Dora Bendotti (457); 1 Uniti per Lanciano con Piero Cotellessa (243), 1 a Lanciano Vale con Davide Caporale (304) e due seggi a Progetto Lanciano con Giacinto Verna (400) e il secondo seggio essendo l’ultimo della coalizione va al candidato sindaco sconfitto, quindi a Leo Marongiu. Un seggio è di Sergio Furia (M5S). Un’assemblea in rosa con alcune donne che potrebbero ambire a ricoprire la carica di assessore: in primis Paolucci, che potrebbe aspirare alla carica di vicesindaco anche se la Lega farà valere i suoi voti come farà Paolo Bomba.
L’APPELLOMa ora per Paolini e i suoi conta portare gli elettori alle urne. «Andiamo a votare in modo compatto», dice Paolini, «e facciamolo per il sottoscritto. Solo così sarà possibile un vero cambiamento per la città. Se insieme ci uniremo con passione e spirito di servizio nei confronti dei lancianesi riusciremo a far diventare Lanciano uno dei Comuni più virtuosi d'Italia».
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