Torna in carcere il ladro seriale dei negozi

Il 22enne marocchino, ai domiciliari in un centro terapeutico, viola le prescrizioni: arrestato di nuovo
CHIETI. Il ladro seriale dei negozi, diventato l’incubo dei commercianti per gli assalti a colpi di tombino, torna in carcere. Hassan Nafi, marocchino di 22 anni, ai domiciliari in una comunità terapeutica di cura delle tossicodipendenze, è stato di nuovo arrestato dai carabinieri di Ortona: ora è rinchiuso nella casa circondariale di Madonna del Freddo. Il provvedimento è stato firmato dal giudice del tribunale di Chieti Maurizio Sacco su richiesta della procura.
Secondo le accuse, nel breve periodo di permanenza nella struttura, l’imputato ha tenuto in maniera reiterata atteggiamenti e comportamenti in contrasto con le regole della comunità. Più nel dettaglio, il giovane si è reso protagonista di ripetuti episodi di aggressività verbale e minacce nei confronti degli operatori e degli ospiti. Non solo: è accusato anche di aver introdotto e utilizzato un cellulare, con la complicità di un parente, per contatti non autorizzati.
Qualche settimana fa, Nafi è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere dallo stesso giudice Sacco. Il ventiduenne, che agiva insieme alla compagna, è stato infatti individuato dai carabinieri della stazione di Ortona come responsabile dei furti avvenuti tra ottobre e novembre 2022 all’Ortona Center (ha portato via un pantalone e una felpa), ai ristoranti Al vecchio teatro (bottino di 300 euro) e Mi faccio di brace (sono spariti un cellulare e 90 euro), alla gelateria L’oasi (la fuga con un palmare e 420 euro) e al panificio Fratelli Picciano (colpo tentato).
«Si tratta di azioni dalle caratteristiche allarmanti, connotate da un preoccupante tasso di violenza urbana: particolarmente inquietante e tale da destare timori sociali nella cittadinanza è l’uso dei tombini per distruggere le vetrate e di pietre per rompere le videocamere», raccontano le carte dell’inchiesta. «In tutti i casi le videocamere di sorveglianza hanno ripreso nitidamente i due indagati mentre rompevano con violenza le porte di accesso ai locali, addirittura con un tombino asportato dalla strada. Come si può notare dalla visione delle immagini, il più attivo nel distruggere e arraffare è Nafi, ma nondimeno la partecipazione della compagna è stata determinante non solo nel fare da palo, ma persino nel tirare calci per sfondare le porte e addirittura nello scagliare un grosso masso contro una videocamera di sorveglianza». (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

