Torto contro Micucci, il sindaco vince anche in Cassazione

RAPINO. Nuovo colpo di scena nella vicenda che vede coinvolto un cittadino di Rapino e il sindaco del paese. La Corte Suprema di Cassazione ha infatti messo fine alla querelle sulla presunta...
RAPINO. Nuovo colpo di scena nella vicenda che vede coinvolto un cittadino di Rapino e il sindaco del paese. La Corte Suprema di Cassazione ha infatti messo fine alla querelle sulla presunta incompatibilità di Rocco Micucci alla carica di primo cittadino ipotizzata da Lorenzo Torto che aveva proposto ricorso al Tribunale di Chieti. Il Tribunale di Chieti, in composizione collegiale, aveva già respinto il ricorso nel 2014, riconoscendo l'assoluta compatibilità alla carica di sindaco e l'inesistenza di qualunque altro caso di ineleggibilità, incandidabilità e conflitto di interessi in base alla normativa vigente e aveva condannato Torto al pagamento delle spese di giudizio, determinate in quasi 5mila euro. Quest'ultimo, non soddisfatto della decisione presa dal Tribunale di Chieti, ha proposto ricorso in Cassazione con gli stessi motivi già valutati negativamente dal Tribunale. Ma anche la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo inammissibile sia dal punto di vista formale, poiché Torto ha erroneamente impugnato una decisione di primo grado con ricorso in Cassazione invece che con atto di appello, che sostanziale, condannandolo al pagamento delle spese processuali dell'importo di 3mila euro. «E così, si mette fine ad una storia che ha avuto chiaramente uno scopo denigratorio nei confronti dell'attuale sindaco di Rapino, così come tutte le altre azioni di Torto che si sono concluse a favore di Micucci», si legge in una nota del Comune mentre Micucci dichiara che «Si tratta di una delle tante azioni giudiziarie, e non sarà nemmeno l'ultima, intraprese nei miei confronti da Torto, che ormai agisce guidato soltanto da un ingiustificato odio personale, cercando di minare la mia immagine ed il mio operato. Questo comporta un enorme dispendio di energie, risorse umane ed impegno economico a danno mio e della comunità che rappresento».
Resta però aperta l’indagine parallela della procura di Campobasso alla quale Torto si è rivolto denuciando due giudici che non gli diedero ragione a Chieti contro Micucci.

