Trasporto emergenza-urgenza, a rischio duecento posti di lavoro

Il consigliere Taglieri (M5S) porta in Regione il caso del servizio delle associazioni del Chietino in scadenza «Basta con l’ennesima proroga di pochi mesi, ci vuole il rinnovo biennale così possono fare investimenti»
LANCIANO. Circa 200 posti di lavoro in pericolo, la grande professionalità di operatori sanitari che conoscono il territorio e hanno esperienze pluriennali a rischio e nessuna certezza sul futuro di associazioni che svolgono servizi essenziali per i cittadini. Il consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) porta sul tavolo della Regione il problema delle cosiddette “Croci” che operano nell’area della Asl chietina come Val Trigno, Croce Gialla, Croce Rossa, Croce Azzurra, Croce Arcobaleno, Europa soccorso e Croce Italia, svolgendo servizi essenziali, dal 118 al trasporto, dall’emergenza-urgenza alla dialisi, dai trasporti interni alle dimissioni, a cui «la Asl ha voltato le spalle, e sembra farlo anche la Regione. Ho presentato un’interpellanza in consiglio regionale per avere risposte immediate dalla giunta regionale, perché l'inerzia della Asl e il mancato rispetto di un impegno scritto preso a febbraio sta mettendo a repentaglio il futuro del trasporto sanitario di emergenza/urgenza su tutto il territorio della provincia di Chieti», spiega Taglieri. In sostanza «le associazioni che si occupano di questo servizio, che può fare la differenza per la vita dei pazienti, dopo anni di attività svolta con un ribasso fino al 40% rispetto alle tabelle ministeriali, sono costrette a vivere alla giornata, senza poter fare investimenti né programmare il lavoro. Il motivo è che nella sanità teatina regna il caos e si fanno solo promesse».
I servizi svolti dalle Croci vanno avanti con proroghe dal 2018 e alla vigilia dell’ennesima scadenza, a gennaio 2020, le associazioni avevano proposto all'azienda un rinnovo biennale con un incremento dei corrispettivi di circa il 40%, così da adeguarsi alle cifre delle tabelle ministeriali. «Una richiesta sacrosanta visto l'enorme ribasso con cui vengono pagati i servizi da anni», riprende Taglieri, «a cui la Asl ha risposto accordando un aumento di solo il 20%, comunicato a febbraio 2021. Una promessa rimasta sulla carta intestata. Finora, infatti, l'azienda ha solo prorogato i servizi fino al 30 giugno, e pensa a un bando centralizzato regionale per l'erogazione delle varie prestazioni con la Asl dell'Aquila capofila. Dimenticandosi che la Asl di Pescara ha fatto un bando analogo ed è stato un fallimento. La politica deve assicurare ai cittadini un servizio sanitario efficiente ed efficace, invece lo si vuole esternalizzare perdendo così il patrimonio di conoscenza che le tante professionalità presenti nelle associazioni hanno accumulato in questi anni, e si mettono i lavoratori e le Croci sul lastrico perché già in mancanza dei provvedimenti amministrativi non possono emettere fatture per i servizi erogati da gennaio 2021. Dall'assessore alla sanità mi aspetto risposte chiare e definitive, perché in ballo ci sono oltre 200 famiglie a cui deve essere garantito un futuro».
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