Trattamento rifiuti ospedalieri La Di Nizio: tecnologie sicure

31 Gennaio 2020

ATESSA. Progetto di sterilizzazione dei rifiuti ospedalieri da realizzarsi in contrada Saletti: parla l’azienda proponente, la Di Nizio Eugenio srl. «Il progetto presenta un basso impatto ambientale....

ATESSA. Progetto di sterilizzazione dei rifiuti ospedalieri da realizzarsi in contrada Saletti: parla l’azienda proponente, la Di Nizio Eugenio srl.
«Il progetto presenta un basso impatto ambientale. Dopo i continui e reiterati attacchi contro il progetto emerge spontanea una riflessione: perché tanto accanimento contro un progetto che presenta tecnologie innovative ed estremamente sicure quando, nella stessa contrada Saletti, esiste e funziona da anni ormai un impianto identico ma che utilizza macchinari vecchi ed obsoleti?» afferma in una nota l'azienda che aggiunge: «Parliamo di un’azienda, leader nel settore dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri, la Ecoeridania Spa, che detiene circa l’80% del mercato di settore in Italia e che ha acquisito, non molto tempo addietro, anche l’impianto della ex Maio. Ci stupiamo francamente della disparità di trattamento, mediatico e non, che sia le autorità e sia le associazioni in difesa del territorio hanno riservato nei nostri confronti», continua la nota della Di Nizio, «nonostante la proposta di ampliamento (si parla di una seconda linea di sterilizzazione da attuare nell’ex Maio di circa 12000 tonnellate annue, ndc) che l’azienda in questione ha presentato contestualmente al nostro progetto. Eppure le distanze, sia dai nuclei abitati che dai siti di importanza comunitaria, sono praticamente le stesse».
La Di Nizio descrive la propria attività d’impresa e il progetto. «Gestiamo da anni il flusso dei rifiuti ospedalieri di tutte le Asl abruzzesi. La trafila da compiere per portare i rifiuti nell’impianto di termodistruzione Mengozzi di Forlì (anche questo acquisito dalla Ecoeridania Spa, ndc) è, considerate anche le condizione di viabilità attuali, un’odissea. Tutto questo si traduce in un notevole ampliamento delle tempistiche e soprattutto dei costi di gestione, problematiche queste che verrebbero completamente risolte col sito di sterilizzazione che vorremmo realizzare. Tale impianto prevede la lavorazione dei rifiuti pericolosi provenienti dagli ospedali, la loro sterilizzazione e, infine, la triturazione prima che gli stessi, resi inerti, vengano spediti, come materia prima a recupero energetico, agli alti forni. Abbiamo inoltre previsto in concomitanza un sito di stoccaggio di rifiuti pericolosi e non - ad esempio batterie, neon e filtri - destinati al riciclaggio che restano chiusi e sigillati in contenitori appositi secondo le normative vigenti Adr per il trasporto fino a quando il container destinato al raduno non sia effettivamente pieno e pronto per partire per i centri di recupero».
©RIPRODUZIONE RISERVATA